lucadaversa

Dopo l’Ep Mettiti Comodo del 2011, il primo LP di Luca D’aversa è un piccolo tesoro del cantautorato nostrano. Il disco porta il suo stesso nome, e dalle 11 tracce arriva diretto il suo sound costantemente accattivamente, costruito su chitarre acustiche e solidi groove.

L’album si apre con il singolo Troppo Poco, il brano uscito sul grande schermo come tema della colonna sonora di Confusi e Felici, l’ultimo film di Massimiliano Bruno. Una ballata suggestiva, come, del resto, è suggestivo l’intero lavoro, che si muove tra le radici blues di Su di una nuvola, e tra il più pregiato pop de La spesa, passando per la chitarra incontenibile della metropolitana Traffico, per i cori di Non vogliono farmi sognare, e per il potere evocativo della soleggiata Margherite, che fa sentire il calore sulla schiena con un ritmo tra i più movimentati del disco.

Oltre Mettiti Comodo, la title track dell’EP d’esordio, l’album contiene diverse perle di musica sofisticata mascherata da easy listening, con un sound che, sotto ai testi in italiano, tradisce una matrice internazionale. Tutto questo è evidente in Non mi lamento, uno dei punti più alti di tutto il disco. Poi c’è Barattoli, di cui probabimente avete visto il video su Mtv. Un singolo per eccellenza che però non scade nel banale ma anzi azzarda con un arrangiamento a tratti aggressivo e un ottimo approccio al testo nostalgico, ottimista e ammiccante.

Anche con delle dinamiche più rilassate come l’amara Il bagaglio o la solenne Se non credi, che chiude il disco, spicca costantemente l’alta voce del cantautore romano, sincera e intensa senza mai risultare piatta.

La sensazione che si ha durante l’ascolto è che ogni brano sia stato scritto e arrangiato a dovere, con un gusto maturo e peculiare, e senza l’artificio della costruzione a tavolino. E’ un piacere non saper indicare ciò a cui il disco somiglia, poiché si tratta di un esemplare unico nel nostro panorama: un disco originale, opera prima di Luca D’Aversa, il cantautore romano che sicuramente farà ancora grandi lavori come questo.

Luca Secondino

Comments

comments