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Chitarra in spalla e bicicletta pieghevole. Sono queste le prime due cose che mi verrebbero in mente se mi chiedessero di pensare a Luca D’Aversa, il cantautore romano che conta all’attivo l’EP Mettiti Comodo uscito nel 2011 e il disco che porta il suo nome, contenente il brano Troppo Poco, colonna sonora del film Confusi e Felici uscito il 30 ottobre al cinema. Già nel 2012 il suo brano Imparerò era stato la colonna sonora del film Viva L’Italia.

Un cantautore dal sound diretto e spontaneo, un pop acustico che richiama alla tradizione musicale del cantautorato italiano.

La location dell’intervista è il caffè letterario Giufà, che si affaccia sulla storica piazzetta di San Lorenzo. Ecco cosa Luca ha raccontato per i pixel di 100 Decibel.

Prima di tutto una curiosità. So che hai iniziato a suonare a 13 anni e hai dichiarato che con le lezioni di chitarra dall’insegnante non sei riuscito ad apprendere nulla, mentre hai appreso la tecnica da amici più grandi. Cosa non ha funzionato in un caso e cosa invece ha funzionato nell’altro?

 Guarda, io sono andato a lezione di chitarra proprio per imparare a suonare le canzoni perché quello che ascoltavano i miei genitori era il cantautorato italiano – ricordo questo disco Banana Republic, Dalla, De Gregori – per cui volevo fare quello, volevo suonarmi quelle canzoni e provare a cantarle. Invece i miei genitori, giustamente non essendo musicisti e nemmeno io, mi hanno mandato in una scuola di chitarra classica dove mi hanno insegnato l’impostazione della chitarra, le diteggiature … e in un mese nessun accordo. Io non potevo suonare le canzoni che volevo e, quindi, mi sono allontanato immediatamente da questa esperienza. E ho iniziato, invece, ad imparare la chitarra guardando gli altri che suonano, come si faceva nella vecchia storia del Blues, dove i nipoti imparavano a suonare la chitarra dal nonno e dallo zio.

 Perché hai scelto di suonare proprio la chitarra e cosa ti ha portato ad avvicinarti alla musica? Anche se intuisco che i tuoi genitori che ascoltavano cantautorato hanno influito.

In realtà la chitarra semplicemente perché è facile da portare in giro, si mette a tracolla e te ne va in giro. Quella era una cosa che mi incuriosiva. Probabilmente l’avvicinamento alla musica è da parte di mio zio che è un chitarrista e forse per quello. Me lo sono chiesto molte volte, ma una risposta vera sul motivo … mi piaceva questa cosa di scrivere le mie canzoni, forse avevo inconsciamente il bisogno di esprimere qualcosa visto che da sempre ho provato a scrivere canzoni mie. Penso fosse questo.

Il tuo sogno è sempre stato fare il musicista oppure da piccolo avevi altre ambizioni?

Per un periodo volevo fare il cuoco, poi però il musicista ha preso il sopravvento. Forse sarebbe stato meglio fare il cuoco, dal punto di vista economico!

E quindi, se non ci fossi riuscito, ora Luca D’Aversa sarebbe…

 Magari un cuoco, però di Street Food. Adesso vanno tanto gli hamburger, però aprirei un ristorante di ravioli cinesi! Tutti li amano, ma dove li vai a mangiare a Roma buoni?

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Ora parliamo un po’ del tuo ultimo album, che porta il tuo nome. Che considerazioni ti senti di fare a circa un anno dalla sua uscita e come lo racconteresti a chi non l’ha ancora ascoltato?

 Il primo album che un cantautore o musicista fa credo sia il best of degli ultimi anni, di quello che uno ha scritto. Io ho uno studio di registrazione, quindi ho registrato tantissimo prima di far uscire questo disco. Noi abbiamo cercato di portare nel disco – che, infatti è stato registrato live in studio – quello che portiamo nei nostri concerti.

Forse non ho invogliato abbastanza ad ascoltarselo!?!

 No, dai, per dirlo alla romana “Ci sta!”.  

Uno dei brani di questo album, Troppo Poco, è stato scelto per essere la colonna sonora del film Confusi e Felici di Massimiliano Bruno uscito al cinema lo scorso 30 ottobre, come era già successo per Viva l’Italia. Vorrei sapere come vivi questa esperienza e come è nata la vostra collaborazione. 

Sono molto contento! Massimiliano è una persona incredibile e non lo dico perché ho lavorato con lui, ma perché credo che inserire una canzone di un emergente all’interno di un film mainstream come quelli che fa lui è una scelta molto coraggiosa. Di questo lo ringrazio da sempre e mi sembra una cosa proprio fuori dal comune rispetto almeno al cinema italiano. La collaborazione è nata quando ci ha ascoltato in un rave teatrale, una sorta di rassegna teatrale organizzata da lui che si chiama Paspartù. Siamo andati a suonare una di quelle sere, perché lui invitava musicisti che intervallavano le parti teatrali con musica. Ascoltandoci si è entusiasmato e poi mi ha chiesto se poteva inserire Imparerò nel suo film Viva l’Italia. Insomma a lui piaceva il brano, piace il progetto musicale che portiamo avanti con il mio  nome ed è una bella cosa.

Mi parli un po’ di questo brano, Troppo Poco, come è nato, perché, di cosa racconta… 

Spiegare i propri brani è sempre un po’ complicato. Questo brano l’ho scritto perché a volte capita che uno faccia delle cose, pensando che le cose che fai arrivino a chi devono arrivare e alcune volte è così, altre no. Allora ci si chiede se quello che si è fatto è stato abbastanza oppure se è stato “troppo poco”. L’ho scritta quasi per chiedere scusa ad una persona a cui non avevo dato abbastanza importanza. La strofa che dice È la facilità a non fare niente che mi rovina secondo me è emblematica, è un po’ la chiave della canzone. È molto più difficile fare che non fare in alcune situazioni.

Quindi immagino che tu abbia potuto realizzare diversi dei tuoi sogni. Ma c’è ancora qualche sogno che non hai realizzato?

 Eeeh! Sicuramente fare un altro disco. Un sogno particolare, però, sarebbe riuscire a fare della musica la proprio vita. Già lo è, fortunatamente, un minimo, ma vorrei che lo fosse ancora di più. Riuscire a suonare molto, tour … riuscire a suonare tantissimo in giro. Suonare di più. Il sogno è questo, magari anche collaborando con altri musicisti. Piano piano questa cosa sembra si stia delineando ed è questa la cosa positiva di questo periodo.

E quindi programmi per il futuro?

 Ce ne sono alcuni. Stiamo cercando di organizzare un tour e fra poco, probabilmente, usciranno le date. Cercheremo di portarlo avanti nel migliore dei modi. Poi, come dicevo prima, un disco nuovo. Vedremo quando, al più presto.

Grazie per la tua disponibilità! Ti volevo chiedere un’ultima cosa, se mi puoi lasciare un saluto o un messaggio per i lettori e le lettrici di 100 Decibel. 

Per un musicista la cosa importante è che il pubblico vada a sentire i propri concerti. Quindi vi prego, andate a sentire i concerti dei cantautori, delle persone che portano avanti un’idea musicale personale. Andateci, perché ce n’è davvero tanto bisogno!

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