Ultima data del tour di Luca Barbarossa, lo scorso 23 ottobre ad inaugurare la nuova e bellissima sede del The Place che con Luca Barbarossa apre la nuova stagione di concerti, con un cartellone ricco di eventi con protagonisti alcuni dei più grandi cantanti e cantautori italiani, da Edoardo Bennato a Enrico Ruggeri, passando per Dirotta Su Cuba. Un piccolo capitolo della grande storia della musica italiana, raccontata da chi ne è stato protagonista. The Place in precedenza si trovava in via Alberico II.

Barbarossa è stato scelto come apripista di questa nuova stagione di live, che lo stesso Barbarossa, ha auspicato sia “gloriosa come sono state le precedenti stagioni nella sede di via Alberico II”. Ma veniamo alla bellissima serata, che ha visto Luca protagonista assoluto della scena: il report  potrebbe iniziare come il racconto della vita di un grande artista, un grande italiano, un grande romano. Barbarossa rappresenta un po’ la romanità e la musica in generale della Capitale, grazie anche alla carrellata di successi dedicati alla Sua città, che sono entrati un po’ nella cultura popolare, da “Roma Spogliata” a “Via Margutta”, tanto per citare alcuni dei suoi successi. Canzoni che fanno un parte delle nostre vite, che ci fa sempre piacere riascoltare, che sono legati a momenti peculiari della nostra esistenza. “Roma Spogliata” è il brano che apre il concerto.  Brano del 1981, inserito nell’ album di esordio che porta il suo nome “Luca Barbarossa”,prima grande affermazione di Luca, che prende la palla al balzo per scherzare sul tempo trascorso: “Ho voluto iniziare con una canzone nuova, per dare proprio un segno di rinnovamento”, giocherella Luca, concedendo al pubblico il primo di una lunga serie di spassosi momenti di allegria e piacere.

Mantiene sempre una grande dose di sarcasmo e humour, che rende i suoi concerti unici. Nel suo senso dell’umorismo e nella sua arguzia, c’è tutto l’essere romano di questo artista, umile, simpaticissimo, vero. La scaletta non viene seguita alla lettera. Dopo “Roma Spogliata” arrivano “Cose e Rose” e “Via delle Storie Infinite”, contrariamente al previsto, ma è un classico per Luca Barbarossa, che come ama dire lui esegue un po’ le canzoni “a braccio”. Seduto su di uno sgabello al centro della scena perché “sta più comodo” come afferma beffardamente, Luca porta avanti il concerto con la scioltezza che lo contraddistingue da sempre. Alterna canzoni con racconti e battute divertenti, alcune anche satiriche sulla società nella quale viviamo oggi. Prima della canzone “Aspettavamo il 2000”, racconta come alla fine, la “nostra generazione è sopravvissuta a tante cose”, “ma alla fine gli anni trascorrono e le cose non cambiano mai, i problemi di ieri sono gli stessi di oggi.” Poi è la volta di “Luce” , brano portato al successo da Fiorella Mannoia che se ne innamorò,  e che è stata inoltre cantata per l’Incontro Mondiale con le Famiglie il 26 ottobre, al cospetto di Papa Francesco, in Piazza San Pietro.  E’ quindi il momento di “Via Margutta”. Il brano, nonostante non ebbe una grande affermazione a Sanremo, diventò uno dei più grandi successi di sempre di Luca Barbarossa, ancora oggi “quello che più mi rappresenta e che sento mio” dice il cantautore. Seguono “Ali di Cartone” e “Come Dentro Un Film”, altro brano molto bello, che racconta anche dell’altra grande passione di Barbarossa oltre alla musica: il cinema. “Ho voluto rubare il linguaggio cinematografico, per scrivere una canzone che parlasse della mia vita. Nella vita di errori se ne fanno tanti, ed uno vorrebbe anche un po’ trattare la propria vita come un film, nel senso che nel montaggio si possano salvare delle cose e cancellare delle scene che non sono riuscite bene.

A sorpresa viene presentato da Luca un ospite gradito un grande amico che lui definisce il “più grande critico cinematografico attualmente esistente che risponde al nome del Professor David Di Donatello.” Si tratta naturalmente di Andrea Perroni, che impersona questa particolare e divertente macchietta di un critico cinematografico arrogante, strafottente e vanesio ma anche particolarmente rincitrullito dall’ età, incapace di adeguarsi alle modernità, superficiale nel giudicare film che spesso confonde la trama e ingarbuglia i titoli. Una caricatura divertentissima a lungo proposta da questo comico, legato oltre che da una lunga amicizia anche da un profondo rapporto professionale, in quanto con Luca, fa parte del cast del programma Radio2 Social Club.

Il concerto riprende con “Quando la notte viene giù”, canzone scritta sempre per Fiorella Mannoia di un ispirata al testo un romanzo di Erri De Luca. Poi “Al di La del Muro”, con un nuovo arrangiamento musicale curato da Stefano Cenci tastierista della Social Band di Luca Barbarossa, che ha raccolto  un ampio consenso tra il pubblico presente. Davvero una bella rivisitazione di questo brano del 1989. Poi “La Canzone dei Vecchi Amanti” brano del compositore francese Jacques Brel, riportata già nel 1999 al successo in Italia da Franco Battiato e a seguire la divertentissima “Yuppies”. Il momento più serioso e toccante della serata è stato sicuramente quello nel quale Luca Barbarossa ha voluto ricordare Franca Rame. Ella scrisse un telegramma a Luca Barbarossa, nel quale esprimeva una profonda gratitudine, per il coraggio mostrato di aver portato un brano come “L’Amore Rubato” a Sanremo. Un ringraziamento  a nome di milioni di donne vittime di stupro come lo è stata lei. Il brano che racconta i pensieri ed il tormento di una ragazza vittima di un atto di violenza sessuale, fu proposto in tempi nei quali simili fatti erano ancora un tabù, e si parlava sempre poco e malvolentieri di queste situazioni.  Fu davvero da parte sua un grande atto di coraggio. Dopo questo momento di riflessione ecco tornare Andrea Perroni, per far ridere e divertire con le sue strampalate imitazioni di alcuni cantanti italiani. Momento davvero gaio e brioso.

Luca ritorna sul palco e interpreta “Notte de Dorcezza” un brano popolare romano composto da Romolo Balzani. Bellissima interpretazione. Poi lascia il palco, e viene richiamato a gran voce dal pubblico … non poteva finire qui mancava ancora qualcosa. Mancava infatti “Le Cose da Salvare”, brano con il quale si chiude questo straordinario spettacolo dove dentro c’era un po’ di tutto: musica, comicità, satira, momenti di riflessione, ricordi, omaggi ai grandi del passato… tutte le cose da salvare che Luca Barbarossa ha scelto di ricordare come nella sua celebre canzone che chiude la serata. Non potevamo chiudere il pezzo senza citare i favolosi membri della Social Band che oltre al già citato Stefano Cenci, include Claudio Trippa alla chitarra solista, Mario Amici alla chitarra acustica e cori, Mauro Formica al basso e Roberto Polito alla batteria.

Un grazie al The Place per averci ospitato e alla straordinaria Claudia Scuderi, responsabile delle relazioni con la stampa per quanto riguarda lo staff di Luca Barbarossa

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