Scozzese di nascita, ma americano d’adozione, Lloyd Cole torna alla ribalta dopo 4 anni di silenzio. L’artista, diventuto celebre grazie all’album Rattlesnakes con i suoi Commotions, dopo un Broken Records passato un po’ in sordina, si è rimesso a scrivere canzoni e le ha portate in studio, registrando finalmente  Standards.

Ispirandosi a Bob Dylan e con qualche reminescenza musicale da riallacciare a Lou Reed, Chris Isaak ed Elvis Costello, Lloyd Cole riesce a creare finalmente dei brani intimi e al contempo forti delle esperienze passate, un bel connubio tra il country-folk inglese e le musicalità più decise americane.

E’ solo, sul palco del Circolo degli Artisti di Roma; di fianco a lui, una chitarra acustica, oltre a quella che tiene fra le braccia. Gli occhi color ghiaccio talvolta si schiudono, lui accenna un sorriso e si illuminano. Il pubblico si avvicina al palco, le luci sono soffuse, l’atmosfera è raccolta, ma coinvolgente. Nessun rumore intorno, quasi a voler dar voce fino all’ultima nota che esce da ogni corda.

Tra i brani eseguiti,  California Earthquakes, cover di John Hartford, Women’s Studies, Blue Like Mars, Period Peace, Myrtle And Rose e No Truck. Sono 11, in tutto, i brani di Standards, registrato in Massachusettes.

Ringraziamo l’organizzazione per la sempre cortese ospitalità.

http://www.lloydcole.com/weblog/
http://www.dnaconcerti.com/
http://www.ilcircolodegliartisti.it/

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