Se non si vuole passare una serata ordinaria basta prendere un biglietto per uno spettacolo di Pete Doherty. Li dove il personaggio e le sue leggende precedono la realtà, trova spazio l’artista, che a prescindere dai suoi alti e bassi ha comunque le spalle larghe quando si tratta di salire su un palco, in qualsiasi condizione si trovi. Per questo banalità è una parola da cancellare quando si va ad un suo concerto, che si trovi ad esibirsi solo con chitarra e voce oppure con la sua band, in questo caso, i The Puta Madres.

La sua natura e attitudine, spesso etichettate ancora come dandy, e il suo modo di essere discontinuo rendono ogni show imprevedibile. Nel bene o nel male però una cosa rimane certa, ed il pubblico che affollava il bellissimo Teatro Centrale di Roma ne è la prova: come un equilibrista in bilico su uno strapiombo Pete Doherty segue solo se stesso e il suo modo di essere, tenendo spesso chi lo vede col fiato sospeso ma allo stesso tempo lasciando tutti con la sensazione che la sua eccentricità sarà sempre la sua forza.

In apertura, dopo una presentazione a sopresa dello stesso Pete Doherty, i The Lira.

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