“Il promoter ci ha detto che Roma non è una città che ama molto il rock, ma… davvero preferite andare in discoteca? Beh a noi non importa e abbiamo deciso di venire lo stesso, pronti a dimostrarci il contrario?” Le parole esatte non saranno state questo ma il senso si. Sonny Sandoval, frontman dei P.O.D. ha avuto la fortuna di portare su di sé poco i segni del tempo, nonostante sia passato quasi un ventennio da quando la sua band era in heavy rotation su MTV, e continua ad emanare una grande forza sul palco condito da entusiasmo e gratitudine. Certo una mezza verità l’ha detta, Roma per qualche motivo non è una meta facile per le band che non sono mainstream, ha una logica (?) tutta sua e probabilmente non  si può fare molto per cambiare la realtà, tranne non scoraggiarsi se un concerto che ci piacerebbe vedere lo organizzano durante un giorno lavorativo, magari di pioggia, perchè la ricompensa per esserci andati sarà sempre superiore alla pigrizia iniziale. E questo è proprio uno di quei casi.

Ma partiamo dall’inizio della serata, scaldata dai californiani Dead Girls Academy, il cui cantante con un look abbastanza vampiresco (probabilemente legato alla sua precedente esperienza musicale con i Vampires Everywhere!) sembrava forse un po’ distante dal resto della line-up ma allo stesso tempo è stato perfetto come apertura visto che proponevano un post hard-core tipico della west coast che sembra non tramonatre mai. Aggiungiamoci un piccolo tributo ai Motley Crue e alla città di Los Angeles intonando anche Girls, Girls, Girls, e l’antipasto è servito, ci sono piaciuti!

Seguono gli Alien Ant Farm, che continuano ad avere il loro pubblico di affezionati incrollabili da quando la loro cover di Smooth Criminal di Michael Jackson spopolava su tutti i canali tv e radio. Salgono sul palco,  forse si spendono meno in chiacchiere ma vanno dritti al punto con i loro pezzi.

Ed ora torniamo a loro, i P.O.D. che, nonostante l’enorme successo ad inizio 2000 suonano ora a Roma per la prima volta, ospiti dell’Orion Live Club di Ciampino. Assente alla batteria, a quanto pare per problemi personali, Noah “Wuv” Bernardo, sostituito egregiamente durante questo tour europeo da Jonny Beats. Per il resto la band c’è e l’abbiamo sentita chiaro e forte. I singoli che li hanno resi famosi come Youth of the Nation ed Alive sono stati inseriti in una scaletta energica, variegata, ma soprattutto la resa generale del live è stata eccezionale. Non si sono risparmiati, ed il fatto che siano ancora in tour dopo tutto questo tempo con una ritrovata linfa vitale conferma l’importanza che hanno avuto e hanno ancora nel loro genere.

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