Serata sotto il segno della Scozia quella di martedì 10 luglio alla Cavea Auditorium Parco della Musica nell’ambito del Roma Summer Fest, che ha visto protagonisti i Mogwai e i Franz Ferdinand, provenienti entrambe dalla città di Glasgow, dettaglio che potrebbe sembrare l’unica cosa che abbiano in comune le due band, perche’ in effetti musicalmente non potrebbero sembrare piu’ diverse…

I Mogwai , formatisi nel 1996, sono uno dei gruppi simbolo del cosi detto post-rock, genere musicale che vede tra le sue prerogative una musica quasi totalmente strumentale, e una certa ripetitività di versi e note, ma questo puo’ essere riduttivo per spiegare la produzione di una band che, come detto più volte da loro stessi, è formata solo da ragazzi che amano la musica e attraverso essa esprimono le loro emozioni; primi a salire sul palco dell’auditorium i Mogwai sembravano essere in perfetta sintonia con la serata, svoltasi all’aperto della Cavea, in quell’ora del tramonto dove il cielo di Roma regala delle piccole sfumature di rosa qua e la su una distesa di celeste, esatta rappresentazione della loro espressione, dove l’incedere di melodie accattivanti veniva arricchito da chitarre acide e synt all’estremo, creando un pathos di grande effetto, una musica formata da piu’ strati in contrasto con la massima semplicità della presenza sul palco del gruppo. Un set quasi nella sua totalità strumentale, fatta eccezione per Party in the dark brano tratto dal loro ultimo album Every country’s sun del 2017. I Mogwai sono stati il perfetto aperitivo che prepara ad entrare nel mood giusto per una serata di scatenato divertimento, quello offerto in modo impeccabile dalla premiata ditta Franz Ferdinand.
Li avevamo lasciati in perfetto look da band da ballo di fine anno anni ’50, e li ritroviamo per questo tour con camicie dai disegni improbabili e colori chiari in perfetto stile Beach Boys anni ’60, e questi ragazzi sanno quanto il revival sia tra le loro carte vincenti; insieme dal 2002, ormai Alex Kapranos & Company possono vantare una setlist che riesce a miscelare e a far convivere in pochi metri gli ultimi 60 anni di stili musicali, mixando alla perfezione indie pop e rock. Per quanto “facili” all’ascolto, la loro musica non é mai banale, con vari cambi di dinamica e cori perfettamente armonizzati, anche se l’assenza di Nick McCarthy a tratti si fa sentire, per il suo modo di suonare la chitarra ritmicamente perfetto e che si esprimeva a pieno con il suo modo di muoversi e stare sul palco, in effetti forse l’unico che poteva confrontarsi con l’incredibile energia e capacita’ di intrattenere proprie di Alex, cantante e leader indiscusso del gruppo. Rimasto principalmente lui al timone si è dato come sempre tantissimo, saltando da una parte all’altra del palco è riuscito a far muovere chiunque fra il pubblico, trasformando la cavea in una grande festa all’aperto.
Ciò che a volte le definizioni dei generi musicali divide, un concerto all’aperto in una bellissima serata romana puo’ unire, con risultati sorprendenti facendo dei Mogwai e dei Franz Ferdinand due facce della stessa medaglia: la passione per la buona musica.
di Alessandra Tremoni

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