‘Welcome to Nowhere’ o now-here? Tenuta nera d’ordinananza, e tre date in Italia, una dietro l’altra, come se meno di 24 ore per riprendersi da un concerto fosse anche troppo. Il tour è ovviamente più ampio, ma ciò che stupisce già solamente visto il modo in cui vengono affrontate le tappe sulla penisola, è che alcune persone sono semplicemente fatte di una pasta unica. La formazione degli Stranglers ha subito i suoi stravolgimenti negli anni ma l’anima, l’essenza, è riuscita a rimanere li, quasi invariata, vera verso sé stessa e verso il pubblico. Jean-Jacques Burnel ne sa qualcosa. Forse più di qualcosa, altrimenti non si spiega perchè, pur conoscendo il suo anno di nascita, sia impossibile dargli dell’uomo di mezza età (superata).

Non è sfuggito alla band che la venue del concerto non fosse esattamente a Roma, sono volate un paio di battutine al riguardo ma si sa, l’umorismo inglese e la loro storia richiedono anche questo. Repertorio impeccabile che non può aver deluso nessuno, e quando qualcuno dalla platea ha richiesto Peaches, Baz Warne ha risposto con un secco e dispettoso no, salvo poi ovviamente proporla una paio di brani più tardi. Non sono mancate Golden Brown, Always The Sun, come non è mancato l’entusiasmo generale di un pubblico che letteralmente ha abbracciato più generazioni, era come se tutti fossero fatti di essenza  punk-rock e non di semplici fattezze umane. Ci sarebbe solo da augurare a questa band altri 40, 80 anni così, forse perchè li si ama così tanto, più probabilmente perchè in un’epoca irrimediabilmente superficiale e inutilemente ripetitiva, tanta sincerità artistica non potrà mai lasciare indifferenti.

Che la serata sarebbe stata un successo lo si era capito già quando in apertura sono saliti sul palco i Ruts DC, ex Ruts, nati come gruppo di quattro elementi alla fine degli anni Settanta che al momento della scomparsa del cantante Malcolm Owen hanno deciso di continuare senza voler trovare nessun rimpiazzo, ma continuando a proporre la loro innovativa e vincente miscela di punk rock / reggae.

Di Danilo A.

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