Il gruppo romano degli In>erso torna ad mettersi in mostra nella Capitale.  Abbiamo parlato spesso di loro, ed è sempre un piacere parlare di questo straordinario gruppo che continua a portare sul palcoscenico i classici spettacoli da strada, una musica dalle mille sfaccettature e volti, concepita on the road nel più ideale degli show per saltimbanchi. Questi “nuovi menestrelli” romani entrano di diritto tra le migliori band emergenti che riportano in auge nella capitale non solo la musica d’autore, ma un po’ anche la riscoperta della musica-teatro che fece grande Gaber e Petrolini ma anche Jannacci, Clem Sacco, Guidone, Ricky Gianco, Cochi e Renato, Fred Buscaglione e più di recente Lillo & Greg. Si unisce l’intensità della musica al teatro come forma più alta di “parodia della vita”.

La location che ha ospitato il favolosi In>erso è stato il mitico Planet di via del Commercio 36 a Testaccio. Una serata calda di ottobre, dove si è visto un Planet gremito all’inverosimile. Entra d’un tratto sul palco Tiziano Caputo, giovane attore che accompagna gli In>erso in questa occasione. Un lungo soliloquio, la celebre macchietta “Gastone” di Petrolini. Poi un simpaticissimo Mario Russo, violinista in forza agli Inverso attualmente (fratello di Anna, violoncellista del gruppo), che da prova di bravura anche nel recitare una parte si in assolo e poi in coppia con Tiziano Caputo. Un teatro breve ed essenziale, semplice, per far ridere: una rappresentazione teatrale con due soli attori, come accadeva spesso nel teatro greco…un canovaccio semplice ma incisivo.

Successivamente si passa alla musica: le note di  “Libertango” di Astor Piazzolla suonate da Simone Pletto alla sua fisarmonica  si fondono con quelle di “Edule“, primo brano della serata.

Carlo Picone il leader di questo insolito gruppo, introduce il tema della serata, ovvero “La contromossa”. Si tratta di un’ideale partita a scacchi contro la vita. Gli Inverso hanno fatto di questo spettacolo una sorta di concept show, dove ogni brano è ispirato alla vita e alle sorprese che essa regala. Si parla di attese e destini. La pioggia, protagonista di due brani degli In>erso, rappresenta le occasioni che possono capitare oppure no. In “Comincia a Piovere” è vista come un’ imprevisto, una cosa del tutto in attesa, mentre nel più celebre brano “La Pioggia che non Cade”, è vista come l’attesa infinita di quell’ occasione che tutti un po’ aspettiamo sempre, per dare una svolta alla nostra vita: sia essa un colpo di fortuna, un colpo di fulmine qualcosa che porti ricchezza o amore …

Ogni brano viene introdotto da citazioni e riflessioni da parte di Carlo Picone, quasi più un cantastorie che un cantautore, con a braccio la sua immancabile chitarra rossa con sopra scritto il nome della band.

Si susseguono una dietro l’altra “Fottuta Fata“, ” Vecchio Valzer” e la bellissima “Silenziosi Sguardi“. Il tempo è leit motiv dei brani “Il Tango dell’Attesa” dove viene ripreso lo stesso tema de “La Pioggia che Non Cade“,”Adieu, Au Revoir” dove si affronta anche il tema del distacco e naturalmente “Avverbi di Tempo“, intenso blues dove si parla dei rimpianti e delle occasioni perdute e mai più recuperate. Una sorta di bilancio in pareggio sull’ esistenza dove alla fine dare e avere si compensano. Il tempo prende e il tempo da; affrontare la vita è una partita a scacchi dove ad ogni mossa deve seguire sempre una contromossa. Ma la partita alla fine è patta.

Gli Inverso hanno lanciato questo messaggio nel loro show che ha saputo fa tramutare musica in filosofia e razionalità. Eccezionali ed unici, gli In>erso come sempre, null’altro da aggiungere.

Un ringraziamento al Planet, bellissimo locale che ha ospitato la serata.

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