Sabato 14 marzo la prima  selezione dell’Arezzo Wave Lazio 2015. Ad ospitare la serata – che ha permesso ad una band della provincia di Frosinone di guadagnarsi l’accesso alle semifinali che si svolgeranno al Trenta Formiche di Roma fra marzo e aprile- uno dei locali più attivi del panorama musicale della provincia: La Cantina Mediterraneo.

Una serata che ha saputo offrire grandi emozioni e performance eterogenee, ma tutte ugualmente valide ed intense. Il primo punto a favore è la location- La Cantina Mediterraneo, appunto- che, come sempre, offre serate interessanti e curate nel dettaglio anche e soprattutto a livello di acustica; per non parlare poi dell’atmosfera di grande vicinanza che si respira all’interno di un locale che sa essere un punto di ritrovo per coloro che amano la buona musica live e che da tempo si distingue per l’attenzione che dimostra nella scelta artistica, proponendo sempre eventi di un certo livello e musicisti validi e motivati.

Altro punto a favore è sicuramente che la serata è firmata Arezzo Wave e, come tale, non può tradire quella che da sempre è la missione del festival: scovare artisti di talento a cui offrire un palco e un’opportunità di far conoscere al propria musica, nonché ricchi premi ed un trampolino di lancio per una carriera musicale.

Ultimo punto, essenziale senza dubbio, sono gli artisti in gara. Quattro band, tutte artisticamente mature e con un’identità musicale ben precisa. E a prescindere da chi poi ha passato le selezioni, tutte quante hanno saputo offrire dei live carichi di buona musica e di pathos, tecnicamente validi e emotivamente energici.

La prima band ad esibirsi è i Bye Bye Japan, una band alternative rock formata da Valentina Cassarino (voce), Fabrizio Mascali (chitarra), Massimiliano Amoroso (basso) e Andrea Tascone (batteria). Un gruppo che durante la sua performance e anche all’interno di uno stesso brano riesce a creare un’altalena emotiva molto intensa, con momenti più soft – come ad esempio la canzone tributo a Lou Reed e alla sua Walk on the wild side- alternati ad altri estremamente adrenalinici, grazie anche alla voce potente e al suono energico del basso.

Il secondo gruppo a salire sul palco sono i Mastroianni Jets DuoGiovanni Proietta (voce e chitarra) e Federico Proietta (batteria)- che suonano un rock che si colora di note blues. Un bel sound che riempie il palco, i pezzi grintosi che danno una bella carica. Una performance aggressiva, che non dà tregua, scuote e cattura.

Terzo gruppo a salire sul palco: i Sorry, Heels. La band fra il post-punk e il new wave è composta da Simona (voce), Fabiano (chitarra), David M. (basso) e Gerry (batteria). Un sound capace di alternare tinte scure a momenti più colorati, che a tratti ricorda i Velvet Underground. Atmosfere quasi dark, a volte psichedeliche, con un sound che dondola e rapisce, che si impossessa dell’ascoltatore e non  lo lascia neanche per un attimo.

Ultimo gruppo sul palco, i Valuna, formati da Mauro Ciullini (voce e basso), Giuseppe Tiberi (chitarra), Lorenzo Cellini (chitarre) e Gabriele Paris Bossi (batteria). I Valuna sono un viaggio di scoperta, ti conducono tenendoti per mano attraverso un post-rock carico di atmosfera, fra chitarre distorte e pedaliere, parole soffocate e poi urlate. Un gruppo che parla per immagini attraverso la musica, con un sound che arriva dentro, che cresce per tutta la loro performance e poi travolge. Un’energia dirompente mista alla tenerezza trasognante.

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A passare il turno – ormai non è più un mistero- sono i Bye Bye Japan, che accedono perciò alle semifinali romane (clicca qui per conoscere le 15 band selezionate e le date delle semifinali). A decretarlo la giuria di esperti, formata da Cristiano Cervoni (Radio Città Futura), Matteo Rossi (Responsabile Lazio Arezzo Wave) e Gianluca Polverari (Radio Città Aperta, Romasuona e altro).

Ma chi come noi era presente alla serata può dire che a vincere è stata davvero la grande musica, la grinta e la passione.

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