Nel cuore dei romani ci sono storie e personaggi che scandiscono il vivere della città e il suo territorio. Ne sono un esempio gli Assalti Frontali che da anni combattono per il primo lago naturale della capitale, noto come l’ex Snia.
Proprio domenica Roma si è colorata di musica e spettacoli alla vista delle acque del nuovo lago cittadino. Un esempio di autogestione e di festa con tantissimi nomi accorsi per sostenere il progetto del Lago.

Militant A

Palazzinaro amaro sei un palazzinaro baro
per tutto il male fatto a Roma adesso paghi caro
al funerale del tuo centro commerciale
è bellissimo vedere il nostro lago naturale

Scava scava scava scava e non se l’aspettava
un lago naturale d’acqua minerale
un miracolo nella metropoli meravigliosa
lì c’era una fabbrica di finta seta, la Viscosa

C’era il capitalismo, un’area gigantesca
ci lavoravano le madri, i padri e a ogni scolaresca
ognuno che pensava: “Morte tua vita mia!”
poi ha fallito, hanno tramato ed è arrivato il lago della Snia
(Il Lago che combatte, Assalti Frontali & Il Muro del Canto)

 

L’ex SNIA è un lago, un polmone verde e blu nel cuore di Casalbertone, a due passi dal traffico che attanaglia via Prenestina.
La sua storia inizia con la storica fabbrica SNIA Viscosa che ad inizio Novecento produceva gli equipaggiamenti per l’esercito. Durante la crisi italiana del dopoguerra, nel 1955, la fabbrica fu abbandonata fino a quando un costruttore romano acquistò il terreno. Successivamente, con il nuovo piano regolatore della città, cambiò la destinazione d’uso dell’area in luogo di ministeri e enti pubblici.
Negli anni ’90 però, con un nuovo cambio di destinazione d’uso, si definì l’area edificabile per servizi. Ripartirono quindi i lavori ma, nel 1992, per un errore dell’azienda edile che stava costruendo dei parcheggi interrati, venne trovata la falda acquifera dell’Acqua Vergine, per i romani l’Acqua Bullicante. L’acqua minerale invase il cantiere e bloccò definitivamente i lavori.

Pol G

Da allora il lago ha vinto, si è stabilizzato
ed è il lago è di tutti, non è un lago privato
ha invaso il cemento armato e ci ha chiesto aiuto
noi lo abbiamo immaginato, amato e conosciuto
(Il Lago che combatte, Assalti Frontali & Il Muro del Canto)

Oggi è un lago di tutti come hanno dimostrato oltre tremila persone di ogni età che hanno partecipato fino al tramonto alla festa, tra un giro in canoa e un pranzo sul prato del parco.
Oggi è un posto unico in cui l’acqua bullicante, tra oltre duecento specie di piante e un’ottantina di uccelli, ha sconfitto i mostri di cemento che contornano quest’oasi.

Dai meravigliosi murales realizzati sul momento da Camilla Falsini e Alex Senna fino a veri e propri excursus musicali e culturali con il Coro multietnico Romolo Balzani e il ballo dei Kurdi di Ararat, non è mancato nulla a questa giornata.

Sul palco si sono alternati momenti goliardici con Capitan Calamaio, Pennino e Macero alla musica degli amici accorsi per il Lago.
Tra le esibizioni il rap di Amir Isaa, le note di Piero Brega del canzoniere del Lazio, gli Skasso, i Los3Saltos, Lampa Dread (One Love), Ginko (Villa Ada) in rappresentanza del mondo reagge, Veeblefetzer e Mondo cane e Giulia Anania.
A chiusura l’esibizione degli Assalti Frontali e de Il Muro del Canto che hanno tributato al meglio una giornata incredibile ricca di gioia, divertimento ed emozioni.

Assalti Frontali e Il Muro del Canto

In mezzo ai mostri de cemento
st’acqua mò riflette er cielo
è la natura che combatte
e sto quartiere è meno nero

In mezzo ai mostri de cemento
il lago è ‘n sogno che s’avvera
è la natura che resiste,
stanotte Roma è meno nera
(Il Lago che combatte, Assalti Frontali & Il Muro del Canto)

 

A fine concerto, dopo il giusto tributo Militant A, degli Assalti Frontali, si è fermato per due chiacchiere sul Lago che resiste e la festa appena conclusa.

Ci troviamo in una vera e propria festa, tra musica, cibo e tanta gente. Qual è il segreto di questo successo?
È un richiamo fortissimo. È come se qualcuno ti stesse dicendo “vieni a vedere… dietro a quel muro c’è un passaggio e un lago incantato dove l’acqua è di tutti… vieni a prenderti il tuo pezzo di felicità”.
Ogni tanto noi lanciamo l’idea: “Andiamo tutti al Lago che Combatte”. E 5.000 persone rispondo: “Si andiamo!”, si appuntano la data, si organizzano, vogliono esserci. E non è tanto per dire: quando arriva il momento, a mezzogiorno, l’area è già piena.
Domenica la risposta è stata gigantesca. Eppure da un anno il lago della Snia è aperto ogni giorno, dal mattino al tramonto, tutti possono andare quando vogliono a godersi la quiete, l’aria pulita, la vista… ma andarci insieme a una comunità è una cosa diversa. È imperdibile. È un’esperienza magica. È dire “noi ci siamo!”.

Qual è la cosa che maggiormente colpisce di questo lago?
La cosa che impressiona è la qualità delle persone che arrivano: consapevoli, responsabili. Persone “normali”, “eccezionali”, che fanno cose “radicali”. Qui c’è la storia di Roma, l’acqua bullicante, la Maranella, che risale, vendica un abuso e fa nascere ottocento tipi di piante, attrae uccelli, pesci, comunità di cittadini.
È tutto potente ma anche fragile… il grigiore, gli imbrogli e i soprusi incombono. Tutti lo sanno e rinnovano l’amore a ogni occasione importante: la lotta ha sempre bisogno di cura e attenzione e questo è un lago che combatte.

Cosa, e soprattutto chi, c’è dietro tutto questo lavoro?
Dietro a questa giornata poi c’è stato un mese di lavoro, decine e decine di persone sono state dietro a tutti i dettagli perché venisse come volevamo e filasse tutto liscio. Nessuno ha preso un euro e nessun ente ci ha aiutato.
Chi guarda da fuori non può crederci che abbiamo fatto tutto da soli. Ma è così. I soldi del cibo e le bevande andranno al Forum per la custodia dell’area. Questi sono segnali alla città, al Comune di Roma, alla Regione Lazio.

A caldo come definiresti questa giornata? Come la racconteresti a qualcuno che non l’ha vissuta da vicino?
Una specie di freefestival. Ognuno poteva sentirsi libero e fare quello che voleva, mettersi sdraiato da una parte a prendere il sole, guardare l’area, la fabbrica, il lago, seguire gli show, i murales all’ingresso.
Non c’è mai stato un momento di vuoto per dieci ore di seguito. Sul palco si sono succedute le canzoni e in mezzo i racconti di tante battaglie, quella dei No Tap, del movimento “Non una di meno”, naturalmente il Forum del Parco.
Ma il più grande spettacolo si godeva dal palco stesso. Era vedere tutta l’area ricoperta di persone, di colori, di bambini, di sorrisi.

Una nuova tappa nella storia esaltante di questo pezzo di città
Si, il lago lo viviamo in questo modo. Prima lo guardavamo dal parco senza poter scendere; ogni tanto si poteva fare la visita, ora siamo qui tutti i giorni e creiamo questi momenti che servono a mettere dei punti fermi, a far capire che il lago è di Roma, è di tutti, e diecimila occhi sono puntati e aperti.
Su questa zona ci sono interessi segreti, interessi enormi. Siamo dietro la Stazione Termini. Ricordiamoci che solo la grande pressione ha spinto il Comune a fare l’esproprio dopo anni di silenzi e attese inspiegabili.
Ora tutti sanno il livello di corruzione che c’era a Roma con l’inchiesta “Mafia Capitale”.
Il Comune tre anni fa promise che avrebbe aperto entro un anno e stanziato 500.000 euro per i primi lavori, ma poi i soldi li dirottarono altrove e il lago rimase chiuso. Così il Forum l’ha aperto in autogestione. Nel frattempo la Regione Lazio doveva proclamare l’area Monumento Naturale, un decreto per mettere la zona al coperto da manovre future, ma sono passati tre anni e ancora non l’ha fatto.

Qual è l’importanza di questo luogo per questa città e questo quartiere?
Il lago fa sognare. Quando entri da Via di Portonaccio e vedi la bellezza della superficie dell’acqua con in fondo lo scheletro del centro commerciale pensi che Roma può tutto.

Qualche anno fa con il testo Il lago che combatte sei stato piuttosto esplicito sulla storia di questo lago. Secondo te come può la musica aiutare questo piccolo paradiso?
Una parte della magia che c’è intorno al lago l’ha creata quella canzone, ho sempre pensato che la musica può fare grandi cose.

Quali sono i progetti per il futuro degli Assalti Frontali?
Tra pochi giorni uscirà il nostro nuovo video “La fine dei sospiri” girato da Marcello Saurino in Libano lungo le strade di Beirut, Tripoli del Libano, Al Mina. Le scene sono state riprese durante il Laboratorio rap “Hip Hop 4 Peace” che abbiamo tenuto a Bab et Tabbaneh, quartiere a 30 km dalla Siria, con i ragazzi libanesi e siriani rifugiati.

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