Recensione a cura di Alessandro Zappulli

La Valigia con le scarpe – Cassandra Raffaele

(Leave Music – Distr. Universal, 2014)

Non sempre è il caso di denigrare a prescindere i cantanti che hanno partecipato ai tanto odiati (anche da chi scrive) talent show. Cassandra Raffaele è stata una rapida meteora, nella sua partecipazione alla terza edizione di X Factor, eppure il suo album di debutto “La valigia con le scarpe”, ci permette di collocarla ad un livello artistico leggermente superiore rispetto alle tante figure di passaggio masticate dalla televisione di consumo, se non altro per la chiarezza di intenzioni che emerge da questo lavoro.

Il disco, uscito il 14 gennaio scorso ed anticipato dal singolo “L’ultimo bicchiere” è un gradevole ritratto della personalità dell’artista (cosa rara per questo genere di prodotti), che ha certamente le idee molto chiare sulla sua cifra stilistica. Spontanea e di maniera allo stesso tempo, Cassandra Raffaele gioca con i generi musicali, lo swing il pop ed un pizzico appena di velata psichedelia, omaggio a quei Beatles da lei tanto amati. Il risultato sono questi 13 brani, ribattezzati dall’autrice stessa “transazioni emotive in movimento”, in maniera forse eccessivamente pomposa: si tratta più correttamente di brani di musica leggera italiana ben scritti, ben arrangiati e ben suonati, che farebbero una più che discreta figura sul palco dell’Ariston di Sanremo. L’album, prodotto sotto la guida di Carlo Longo, vanta collaborazioni con Baciamolemani, Soulcé e Tinto Brass Street Band.

Atmosfere retrò ed una voce flautata alla Julie Andrews ci introducono al disco in “Come di domenica”, mentre lo swing de “L’occasione” strizza è un misterioso ibrido tra Raphael Gualazzi e la tarantella. Il tema, caro all’autrice, della preparazione ad un percorso ancora tutto da compiere è portante in “Le mie valigie”, mentre l’intermezzo allegro di “Parole di cartone” ci porta verso il mood malinconico di “L’ultimo bicchiere”. “Adesso posso dirti (fottiti)”, brano che gode anche di un simpatico videoclip realizzato assieme ai fan ha la leggerezza dei vecchi brani di Arisa, quando ancora portava di occhialoni e si vergognava (o faceva finta di vergognarsi) davanti alla telecamera. Sincopi e vocalizzi in “Forse ci siamo”, mentre “Simili e Contrari” calca la cifra stilistica di altri brani precedenti, e si comincia ad avvertire il peso di una certa ripetitività. “Io mi abbatto perché non sono un albero”,  è una marcetta allegra e un po’ naif, “Cornice d’acqua” il brano da suonare in veranda, sulla sedia a dondolo, con l’ukulele, “Unoduetre” un riempitivo del quale, arrivati a questo punto dell’album, non si sente francamente il bisogno. La leggiadra “Aquiloni”, immancabile duetto, ci accompagna verso la fine dell’album, “Succederà”, brano estivo un po’ ruffiano dai richiami ska, dove troviamo la succitata collaborazione con la banda Baciamolemani.

Cassandra Raffaele, con il suo debutto, ci propone un disco molto “sanremese” che ha il gusto della pasticceria siciliana: non tutti ne amano il sapore eccessivamente dolce e la gran quantità di zucchero adoperata, ma per chi apprezza il genere si tratta di un lavoro sicuramente confezionato con cura e perizia.

Tracklist:

–       Inizio subito
–       Come di domenica
–       L’occasione
–       Le mie valigie
–       Parole di cartone
–       L’ultimo bicchiere
–       Forse ci siamo
–       Adesso posso dirti (fottiti)
–       Simili e contrari
–       Io non mi abbatto perché non sono un albero
–       Cornice d’acqua
–       Unoduetre
–       Aquiloni
–       Succederà

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