Venerdì 2 dicembre La Terza Guerra Mondiale tour degli Zen Circus ha fatto tappa all’Atlantico di Roma portando con sé sul palco diversi ospiti, energia da vendere e un live che ci ricorda quanto gli Zen Circus siano ancora in grandissima forma dopo 8 album in studio, un EP, diverse collaborazioni e svariati chilometri di tour.

Il gruppo giunge a Roma proprio per presentare il suo ultimo album in studio, il nono appunto, uscito a giugno di quest’anno e omonimo del tour.  Uno degli album su cui la band ha lavorato maggiormente, a detta della stessa, e incentrato sul tema di uno scenario post apocalittico, conseguente ad una guerra mondiale vista come un modo per tornare ad una società meno imbrigliata nelle sue infinite maglie mediatiche e non che possa ricondurre le persone ad un approccio più diretto con il reale. Una visione provocatoria, come lo è tutto l’album e come lo sono da sempre gli Zen Circus.

A dare il via alle danze e a scaldare la serata è Lucio Leoni, una specie di poeta urbano che racconta accoratamente storie di altri tempi su Roma e sulla società tutta. Tematiche spesso intime che hanno la capacità di diventare universali.

La sua performance è poetica, diretta, genuina. Ed è la genuinità che colpisce di questo artista, che sa raccontare in maniera tanto lucida quanto ironica, senza prendersi mai troppo sul serio, ma neanche troppo poco. Il parlato si alterna al cantato in modo armonioso e coinvolgente, creando atmosfere forti e suggestive.

Poi è il turno degli Zen Circus che salgono sul palco carichi e che spiegano al pubblico che il casino che faranno sul palco sarà direttamente collegato con quello che si farà sotto il palco. E le aspettative non vengono tradite perché la potenza della serata è indubbia, dall’una e dall’altra parte.

Nonostante il tour sia legato all’ultimo lavoro della band, gli Zen Circus decidono di non far mancare alla propria platea nessuno dei propri pezzi storici e pur aprendo con il brano La terza guerra mondiale, subito regalano ai fan brani come Gente di merda, Andate tutti affanculo, L’Egoista che hanno fatto conoscere il gruppo al grande pubblico e che sono fra i marchi di fabbrica della band.

Un concerto ricco, intenso, che non si risparmia e non risparmia. E se ancora non fosse abbastanza, dopo una brevissima pausa il gruppo torna sul palco e porta con sé gli ospiti promessi.

Il primo a salire sul palco è Giovanni Truppi che canta e suona con gli Zen Circus la sua Ti voglio bene Sabino. Passaggio di staffetta ed ecco Francesco Motta, storico amico del gruppo e fra i musicisti più elogiati dell’anno per il suo album La Fine dei Vent’anni. E l’artista suona proprio il brano che dà il nome all’album per poi attendere l’arrivo sul palco di una delle artiste più rock del panorama italiano: Nada Malanima, con cui gli Zen Circus e lo stesso Motta hanno condiviso un intero tour e con cui suonano Senza un perché al pubblico romano.

Gli Zen Circus restano di nuovo da soli sul palco e chiudono le due ore abbondanti di concerto con Viva da Canzoni contro la Natura (2013) e Andrà tutto bene, ultima traccia dell’ultimo album, brano dal sapore amaro. “Ma tu come è che stai tu, nessuno lo chiede più” e forse non cambierà per sempre le cose, ma un concerto così la differenza la fa, quantomeno per farti rispondere “Stasera alla grande, grazie”.

Tracklist The Zen Circus

La terza guerra mondiale
Canzone contro natura
Gente di merda
Vent’anni
Non voglio ballare
Andate tutti affanculo
Ilenia
Pisa Merda
Zingara (Il Cattivista)
I Qualunquisti
L’Amorale
L’anima non conta
Terrorista
Vecchi senza esperienza
Vai Vai Vai
Postumia
Ragazzo Eroe
Figlio di puttana
Canzone di Natale

Encore
Nati per subire
L’Egoista
Ti voglio bene Sabino (Giovanni Truppi)
La Fine dei Vent’anni (Francesco Motta)
Senza un perché (Nada)
Viva
Andrà tutto bene

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