Intimo e spontaneo. Questi i primi due aggettivi che mi vengono in mente pensando al Monty Freak Festival, una rassegna acustica indipendente arrivata ormai alla terza edizione e che per tre sere – quelle dell’8, del 9 e del 10 maggio-  ha portato al Pierrot  le Fou tanta buona musica, fatta da alcune fra le migliori band del panorama indie romano.

Un’atmosfera giovane, vivace, propositiva, di assoluta creatività e passione. Un festival la cui principale forza è il dare spazio alla musica emergente della scena romana e il farlo in acustico. Nove band sul palco per tre serate di musica, in cui le persone sedute a terra ascoltano una performance che è così autentica e diretta da sembrare quasi improvvisata, come quando durante una serata qualche amico imbraccia la chitarra e comincia a cantare e suonare.

La prima sera, l’8 maggio, la rassegna ha ospitato i Lambíc, i Blooming Iris e i Libra; il 9 maggio sul palco gli #Evol, i Weird e The Singers; l’ultima sera è la volta dei Cernit, di Simone Olivieri e dei Testaintasca, che la sera precedente aveva aperto a I Cani all’Atlantico. Tutte e tre le serate sono andate in onda sulle frequenze di Radio Kaos Italy, tra i partner dell’iniziativa.

L’abitudine è quella di festival imponenti, con tradizioni decennali e con artisti di fama internazionale. Eppure questa non è l’unica realtà che popola il panorama musicale odierno. Esistono anche piccoli festival in piccoli locali che però regalano grandi emozioni. Il Monty Freak Festival appartiene, senza dubbio a quest’ultima categoria.

Si ringrazia il Pierrot  le Fou e il management del festival per la gentile ospitalità.

 

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