Una serate intensa quella del 26 agosto, che ha visto i Gogol Bordello, il gruppo gipsy punk-rock statunitense che torna in Italia con il tour Pura Vida Conspiracy (ultimo album della band uscito nel 2013), salire sul palco di Eutropia Festival 2015.

Ad aprire la serata i Veeblefetzer, il gruppo fondato da Andrea Cota (voce e chitarra) e composto da Luca Corrado (susafono), Giancarlo Romani (tromba) e Gabriele Petrella (batteria). Sul palco con loro Giorgio Tebaldi al trombone, Claudia Del Fomento e Fran Fernandez ai tamburi da banda. La sensazione è quella di un collettivo di musicisti che, come in un grande circo, riesce a mettere in scena uno show colorato e irresistibile. Un gruppo che racchiude in sé varie anime, ma tutte amalgamate alla perfezione e con armonia.

Un caleidoscopio di identità che si muove fra un’anima maudit e il piratesco, ma che stempera l’atmosfera cupa attraverso i colori degli artisti circensi e il brio di quelli di strada, unendo il tutto in una sorta di vivace banda, di “manigoldi” che giocano con il suono e con la musica. E tutto questo si riflette sul loro sound che è ricco di sonorità tratte dal reggae e dal rock, passando per il jazz di New Orleans e approdando nei tipici suoni balcanici. A tutto ciò va aggiunto il carisma del gruppo che fa ballare senza sosta tutti i presenti, riuscendo a conquistarli fin dal primo accordo. Un band che sicuramente ben si sposa con il mood della serata e che ha molti tratti in comune con i Gogol Bordello, gruppo in cui la verve internazionale si esplicita nel sound eterogeneo che crea una sorta di enorme “Pangea musicale”, dove vengono messi insieme suoni provenienti da diverse culture e continenti. Si trova il folk, il punk, la musica tradizionale ucraina, la musica gitana, il rock e il reggae.

Nella musica dei Gogol Bordello c’è tutto ciò e il risultato è una performance carica e sorprendente. Il pubblico – piuttosto numeroso – accoglie la band con grande calore e da subito si lascia trasportare dal carisma del gruppo. Ben presto l’atmosfera diventa quella di una grande festa folk, in uno spettacolo che porta sul palco un’energia incontrollabile. Chitarre, percussioni, batteria, bassi, fisarmoniche e violino creano un suono pieno e caldo, prorompente ed estasiante, in una parola irrefrenabile. E la personalità dinamica ed esplosiva di Eugene Hütz, frontman e fondatore del gruppo, insieme alla sua voce sporca e graffiante completano l’opera, connotandola in modo imprescindibile.

Una serata che lascia col fiato corto, che non dà tregua e che coinvolge totalmente. Un fiume di persone che balla, salta e urla le canzoni; musica autentica, divertente, vivace ed originale. Tanto che, nonostante la stanchezza, a fine serata avresti avuto già voglia di ricominciare. Di gruppi come questi non se ne ha mai abbastanza.

Seatlist:

Intro
Ultimate
Not A Crime
Wonderlust King
The Other Side Of Rainbow
My Companjera
Dig Deep Enough
Last One Goes The Hope
Trans-Continental Hustle
Immigraniada
Illumination
Mishto
Start Wearing Purple
Pala Tute

Encore:
Sally
Think Locally Fuck Globally
Sacred Darling
Illumination

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