errideluca

Quanto è difficile recensire uno spettacolo in cui protagonista è Erri De Luca? Tantissimo! Ho cancellato una decina di volte i pensieri scritti, sentendomi sempre più in soggezione nel tentare di commentare uno scrittore contemporaneo, nonché un importante studioso e conoscitore della lingua italiana. Mi ha rincuorata il fatto che probabilmente non mi leggerà mai e che, quindi, non passerò sotto la sua lente esaminatrice… Detto ciò, dopo avervi tediato con le mie ansie, posso iniziare a raccontarvi lo spettacolo “La Musica Provata” di Erri De Luca, con il gruppo jazz di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, a cui ho assistito giovedì 21 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Sono uscita dall’Auditorium stordita, quasi sopraffatta dalle emozioni e iper stimolata a livello intellettivo sia per le parole dello scrittore sia per l’esibizione musicale. “La musica provata” non è un reading, e nemmeno un concerto. È un incontro di parole, storie e note che ti conducono lungo un percorso poetico, intellettuale e umano.

Vi è musicalità nelle parole pronunciate da Erri De Luca. Il suo atteggiamento umile, oserei definirlo anche timido, e pieno di dignità, il suo tono di voce pacato, quasi sussurrato, riescono a far penetrare in maniera profonda le sue parole, dimostrandoci che la forza propulsiva di un’idea o di un concetto non necessita di essere espressa con arroganza o gridata.

Come accade quando scrive, anche sul palco, il cantastorie Erri accompagna lo spettatore lungo i sentieri della riflessione emozionale. Riesce a farti immaginare, con straordinaria vividezza, i personaggi, i luoghi che racconta e si rimane silenziosi. Si ammutolisce dinanzi a tanta profondità di pensiero, alla sua conoscenza, che non è erudizione, ma vita vissuta con sensibilità, ironia e alla ricerca della verità.

Da Don Chisciotte, alla Bibbia, a Napoli, al Mediterraneo, al suo viaggio a Belgrado durante la guerra, sono state tante le storie che il bardo ci ha narrato. Tutte differenti, lontane nel tempo l’una dall’altra, ma legate da un unico filo conduttore: l’incontro di culture e uomini, che vivono i valori come l’umanità, il rispetto, l’uguaglianza nella diversità.

La musica del gruppo di Nicky Nicolai e Stefano Di Battista era parte integrante dell’arricchente viaggio. Sono grandissimi musicisti, che io ho avuto la fortuna di ascoltare più volte, grazie al mio amore per il Jazz. Splendida e limpida la voce di lei, espressivo il sassofono soprano di lui, e accanto a loro il pianoforte di Andrea Rea, il contrabbasso di Daniele Sorrentino, la batteria di Roberto Pistolesi, la fisarmonica di Luciano Biondini e la chitarra di Lucio Bardi. Musicisti talentuosi, capaci di improvvisare, di accompagnare, ma anche di essere protagonisti; di sostenere con la loro musica le parole, di farle vibrare e volare più in alto di quanto non accadesse già per merito di Erri De Luca.

Uno spettacolo elegante e informale, emozionante e stimolante, che merita di essere visto, ascoltato e vissuto.

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