Tutto il mese di aprile è stato all’insegna delle semifinali dell’Arezzo Wave Lazio 2015 che si sono svolte al Trenta Formiche e hanno permesso di individuare le quattro band finaliste. E sono proprio questi quattro gruppi che sabato 9 maggio sono saliti sul palco del MONK CLUB in occasione della serata finale del contest. Mezz’ora a disposizione per riuscire a far arrivare la loro musica e il loro progetto  alla giuria di qualità, formata da Valerio Mirabella (The Roost), Emiliano Colasanti (Soundwall, Rolling Stone, 42 Records), Chiara Colli (Edizioni Zero, Mucchio Selvaggio, Radio città aperta), Giuseppe Giannetti (Trenta Formiche – Live Club), Francesco Cerroni (Monk Club), Marco Pelagalli (Responsabile Regionale Arezzo Wave 2014, Alatri dal Vivo Festival) e Matteo Rossi (Responsabile Regionale Arezzo Wave 2015).

Già nelle serate delle semifinali molti gruppi si erano messi in mostra con performance uniche ed interessanti, dimostrando una grande preparazione tecnica, belle idee e capacità di realizzare live di grande intensità e spessore.

Non ha stupito, dunque, che i quattro gruppi finalisti siano riusciti a creare una serata di grande impatto con una bella risposta anche in termini di pubblico. Gruppi diversi per stile e genere, ma tutti capaci di grande energia e trasporto e di offrire progetti maturi, che dimostrano obiettivi chiari e motivazioni decise.

Questo quanto emerge anche dalle interviste realizzate da Valerio Mirabella dopo ogni live e andate in diretta sulla web radio The Roost, come anche tutta la serata.

[CLICCA QUI per ascoltare il podcast del live della finale sulla web radio The Roost e disponibile sul sito]

Il primo gruppo a salire sul palco è i Blooming Iris, formati da Nicolò Capozza (voce), Daniele Razzicchia (chitarra e synth), Guglielmo Sacco (basso e campionatore), Andrea Orsini (chitarra) e Alberto Paone (batteria), che suonano un rock alternative ed elettronico. Un gruppo vivace, energico  e che dimostra una bella sinergia. Nonostante la giovane età, i componenti dimostrano una grande padronanza del palco e di avere le idee chiare sui loro obiettivi e su dove vogliono portare la loro musica.

Dopo il cambio palco e l’intervista ai Blooming Iris, a salire sul palco sono i JOHN CANOE, un gruppo surf rock formato da Jesse Germanò (chitarra e voce), Stefano Padoan (batteria e voce) e Mario Bruni (basso) che si apre anche ad influenze garage. La loro musica porta con sé atmosfere d’oltreoceano per una performance che riesce a smuovere le acque, a coinvolgere e a trasportare tutto il pubblico in un altro luogo. In un attimo gli anni sessanta piombano prepotenti all’interno del Monk Club e ci si ritrova in un’assolata spiaggia californiana a festeggiare l’inizio dell’estate con un sano rock’n’roll. Un gruppo dal respiro internazionale, che ha trovato la sua dimensione e dall’identità ben precisa, che arrivano con forza ed allegria. Anche per loro l’intervista e di nuovo cambio palco.

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E gli animi non fanno in tempo a placarsi perché tocca ai Veeblefetzer  che sonno Andrea Cota (chitarra e voce), Luca Corrado (susafono), Giancarlo Romani (tromba) e Gabriele Petrella (batteria), ma che per la serata si avvalgono di un altro trombettista. Questo gruppo ha la grande capacità di arrivare al pubblico in un modo straordinario. Una band spontanea, artistica al cento per cento, colorata, vivace, fascinosa, ma anche un po’ maledetta, come un poeta o un artista di strada. La loro musica è circense e piratesca, richiama atmosfere blues, ma anche sonorità della musica balcanica e sud americana. La voce graffiante e sporca del cantante, il ritmo e la sperimentazione, la grande preparazione e la capacità di portare avanti un’idea originale: tutto questo rende la performance unica e permette al pubblico di scatenarsi ancora una volta.

L’ultimo artista ad esibirsi è WrongOnYou, pseudonimo di Marco Zitelli, l’atmosfera diventa più intima, tutto si calma d’improvviso. Sul palco insieme a lui Francesco Aprili dei Boxerin Club alla batteria e Emanuele Triglia al basso. Il genere è un ambient che unisce il soul alla musica elettronica, il tutto esaltato dalla voce black per una performance in cui l’artista si mette a nudo attraverso la sua musica che lo racconta e che proviene dall’anima. Una musica che deriva da un’istanza profonda, da una necessità personale e fa arrivare tutto questo al pubblico, che attraversa la pelle e arriva fino alla pancia e al cuore.

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Ed è proprio lui il vincitore dell’Arezzo Wave Lazio 2015, in una edizione in cui la musica è stata di una qualità veramente altissima e che ha visto avvicendarsi sul palco artisti diversi, ma preparati, unici, coinvolgenti, interessanti. Una vittoria, dunque, che acquisisce anche più valore se si considera il livello delle performance. Ed è proprio per questo che alla fine di questo percorso, che noi abbiamo seguito in tutte le sue serate, non possiamo che complimentarci con tutti gli artisti in gara e ancor di più con WrongOnYou per questa vittoria per nulla scontata, ma sicuramente meritata. Un’edizione dell’Arezzo Wave Lazio caratterizzata da belle location, buona musica, belle serate e che ha sicuramente arricchito tutti coloro che sono stati presenti. Non ci resta che dire: arrivederci all’anno prossimo!

Foto di Paolo Ferraina

 

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