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JEFF BALLARD  – Fairgrounds

Tour Italiano

MARTEDI’ 17 MARZO
PARMA – CROSSROADS FESTIVAL – CASA DELLA MUSICA
Ore  21 – Biglietti 12/15 euro

MERCOLEDI’ 18 MARZO
ROMA – PARCO DELLA MUSICA – SALA PETRASSI
Ore 21 –  Biglietti 15 euro (posto unico)

VENERDI’ 20 MARZO
BERGAMO JAZZ FESTIVAL – TEATRO DONIZETTI
Ore 21 – Biglietti 7/34 euro

Kevin Hays – pianoforte
Lionel Loueke – chitarra e voce
Reid Anderson – electronics
Jeff Ballard – batteria

Batterista fra i più sensibili e ricercati, JEFF BALLARD arriva in Italia per tre date a marzo.

C’è chi scende e c’è chi sale nelle giostre. E poi le giostre, i luna park, devono nascere in luoghi adatti, perfetti, studiati. Ci vuole anche un certo spessore per tirarle su, per gestirle e coordinarle. A queste ed altre qualità deve aver pensato Jeff Ballard, musicista colto e raffinato, quando ha deciso di chiamare la sua ultima creatura Fairgrounds (Luna Park). Chi vuole può partecipare, si deve emozionare parecchio. Ballard da qui ha iniziato, da qualche amico, collega che potesse assicurargli la giusta alchimia, vedi alla voce Lionel Loueke alla chitarra, Reid Anderson (che siamo abituati a conoscere per essere il contrabbassista del fantasioso trio The Bad Plus, e qui invece si dedica solo a tessere le trame elettroniche), e Kevin Hays al pianoforte e tastiere. E poi, come nella giostra, può salire chiunque ne abbia intenzione. Una self Made band. Un laboratorio aperto, creativo, in continuo movimento. Chi arriva non deve comportarsi come il guest di turno, ma è tenuto a portare il suo sapere.
Musicalmente vario, a tratti molto audace, imprevedibile, Fairgrounds non ha un repertorio fisso e precostituito, parte da idee sonore portate da Ballard e dai suoi compari che poi, di volta in volta, assumono forme diverse. Un combo che fa dell’incastro timbrico inusuale un punto di forza, una nuova realtà in grado di porsi come contenitore dove poter portare idee e conoscenze. In più, la creatività e l’impegno del leader è perfettamente documentata anche dalle sue scelte stilistiche. Le lame taglienti dell’avant garde, le ossessioni del free jazz, le chicche dell’elettronica, i ritmi colorati, le tessiture rock, gli splendidi virtuosismi dei singoli coinvolti. Tutto ciò descrive Fairgrounds come un progetto compiuto e riuscito. Basta ascoltarlo e non si ha più alcun dubbio: quando arriva la campanella che annuncia il nuovo giro di giostra si rimane su. Non si scende.

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