Gli ultimi saranno i primi. E il cantautore londinese James Blunt non poteva fare un regalo più bello al suo pubblico capitolo: ultima data, quella del Palalottomatica, ad essere stata annuncia, la prima in scaletta ad aprire il tour italiano del suo ultimo lavoro, The Afterlove, uscito lo scorso Marzo, che lo ha portato in giro per lo Stivale per altre due date (Milano e questa sera la tappa conclusiva ad Assago).

Serata uggiosa quella che lo ha accolto (decisamente però più fredda di quella che tre anni fa lo accolto sul suolo romano tre anni fa; in fondo all’epoca era luglio), i suoi numerosi fan, accorsi numerosissimi, non mancano come sempre di fargli sentire il nostro calore non appena alle 21.00 le luci si abbassano, annunciando così l’entrata in scena dell’artista, riscaldando subito l’atmosfera.
Sullo schermo una radio cambia frequenza, il segnale è disturbato. Quando però si sintonizza, partono le note si Heart to heart ed è subito amore, calore, coinvolgimento. In fondo come si può resistere al suo “Ciao Rrrrroma!”.
Perché, se non avete mai visto un suo concerto, sappiate che lui è così: arriva, ti sconvolge… e se ne va, come un’onda!
Non importa se siano le hit più famose del passato (come you are beautiful, 1973 o goodbye my lover) o le ultime arrivate: l’importante è alzarsi e ballare, cantare, lasciarsi traspirtare.
Salito sul palco, non ha resistito nemmeno un minuto James: vedendo la platea seduta, con un solo gesto della mano ha fatto alzare tutti, anche noi che eravamo su, agli anelli. Elogiandoci come i migliori cantanti in circolazione  (ruffiano!), ha affidato spesso e volentieri a noi la voce per riempire il silenzio sulle note.
Una scenografia semplice, niente di eccentrico, come la sua musica, le sue chitarre, il suo piano, la sua voce così limpida, le sue parole che sanno toccarti nel prodondo e farti sognare, viaggiare, innamorarti.
Lo show è durato poco meno di due ore, dove abbiamo visto un James in ottima forma, coinvolgere il pubblico come solo uno che si sente a casa può fare: da un cielo trapunto di stelle al classico sit down, ha interagito costantemente con il suo pubblico, non facendosi mancare ironia sulla situazione presidenziale americana. Dalle balade che ci hanno fatto ritornare all’estate appena trascorsa ai tête a tête più romantici, il tempo a sua disposizione si è esaurito velocemente e il saluto finale èla promessa si rivederci presto. Una bandiera italiana è il cadeaux da parte di alcuni suoi fan.

Un doveroso grazie va a Jamie Lawson che, in compagnia della sua chitarra acustica, ha fatto da apri pista a Blunt.

Heart to Heart
I’ll Take Everything
Wisemen
Time of Our Lives
Heartbeat
Someone Singing Along
Goodbye My Lover
High
Lose My Number
Carry You Home
Postcards
Make Me Better
You’re Beautiful
Same Mistake
Bartender
OK (Robin Schulz cover)
Don’t Give Me Those Eyes
Stay the Night
1973
Bonfire Heart

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