È diventato un pezzo di East Coast ieri sera, l’Alcatraz di Milano: la curiosità e l’entusiasmo nell’aria, in un’atmosfera intima e familiare, si sarebbe legata facilmente ad un artista nostrano. Invece i brani cantati sottovoce, per non spezzare l’atmosfera creatasi dall’inizio alla fine, appartenevano a Samuel Ervin Beam, in arte Iron&Wine: il cantautore folk, barba lunga e look che dalle nostre parti è definito in maniera sbrigativa “da hipster”, è stato accolto tra gli applausi assieme alla sua band nell’unica data italiana, peraltro sold out, voluta per promuovere l’ultimo album “Epic Beast”. Un lavoro, quest’ultimo, molto personale e introspettivo, ma soprattutto maturo: “Negli album precedenti, cercavo sempre di sperimentare nuovi arrangiamenti. Stavolta invece trovo che questo lavoro somigli molto al primo” ha dichiarato Beam di recente in un’intervista.
Giunto al sesto album in studio, dunque, Iron&Wine può essere considerato un “classico” del suo genere: eppure, resta stupito dall’accoglienza che il pubblico italiano gli riserva, più volte si rammarica di essere mancato per così tanto tempo. L’opening è riservato ad una delle sue canzoni più amate e malinconiche, “The Trapezer Swinger”: la voce del cantautore, morbida e impeccabile su qualsiasi nota, si accompagna alla sua chitarra e agli ipnotici cori di Elizabeth Goodfellow ed Eliza Jones, rispettivamente alle percussioni e alla tastiera; a chiudere il quintetto, il navigato Sebastian Steinberg al contrabbasso e Teddy Rankin-Parker al violoncello. La scaletta prosegue con “Monkeys Uptown”, “Last night”, intervallando pezzi nuovi e quelli di repertorio. A fare da cornice, nuvole in stile zucchero filato che pendono dall’alto, cangianti assieme allo sfondo a seconda delle luci, ora color pastello, ora rosso fuoco.
Il concerto prosegue come un ritrovo tra amici seduti attorno al fuoco, gli applausi fragorosi si spengono ogni qual volta le dita di Beam prendono a correre su e giù sulla chitarra: si va avanti a metà concerto con “House by the sea”, “Passing afteroon” e il singolo tratto dall’ultimo album, “Call it dreaming”. Nel brano, definito dall’autore una preghiera, ci si augura che il domani sia migliore, in un crescendo di speranza nei suoni e nel testo che emoziona tutti i presenti. “Non farò passare altri tre anni prima di tornare” promette Beam quando il concerto si avvia alla conclusione, con “Woman King” e infine con i bis “Bird Stealing Bread” e la cover “Fade into you”. Se è vero che la musica è il miglior mezzo per viaggiare, ieri l’Alcatraz ha preso un volo andata e ritorno oltreoceano.

Setlist:
1. The Trapeze Swinger
2. Monkeys Uptown
3. Last Night
4. Thomas County Law
5. Cinder and Smoke
6. Call Your Boys
7. The Truest Stars We Know
8. House by the Sea
9. Love and Some Verses
10. God Made the Automobile
11. Grace for Saints and Ramblers
12. About a Bruise
13. Passing Afternoon
14. Call It Dreaming
15. Glad Man Singing
16. Boy With a Coin
17. Woman King

bis
18. Bird Stealing Bread
19. Fade Into You (Mazzy Star cover)

Iron&Wine + Half Waif foto di Riccardo Diotallevi

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