Report Lorenzo Ferrillo

Ci sono dei concerti che per raccontarli bisognerebbe partire dalla fine, da una bella foto dal fondo del parterre o da dietro il mixer, una di quelle che parla più di mille parole: tanta gente e tante famiglie con tanti bambini, mani alzate al cielo, pugni pieni di partecipazione e commozione, delle bandiere, e un coro unico che non lascia modo di rimanere in silenzio a nessuno. Questa sarebbe una foto perfetta di un concerto degli Inti-Illimani, ed è esattamente questo lo spirito del concerto del gruppo cileno che il 26 Luglio ha partecipato al Festival di Villa Ada “Roma incontra il Mondo- 2013”.
Pensare ad un’immagine simile significa anche andare indietro agli anni ’70, quelli in cui musica e manifestazioni politiche seguivano per la maggior parte lo stesso percorso, gli anni in cui gli Inti-Illimani si videro costretti a rimanere in esilio in Italia, lontano dal loro paese che era stato fatto ostaggio di una delle dittature più feroci e repressive che la storia ricordi, un periodo buio per tutto il Sud-America. Prima di quel momento il Cile viveva un periodo di fermento culturale e musicale che aveva portato ad un movimento chiamato la “Nueva canción chilena”, il nome di quello che fù uno dei dischi più famosi degli Inti-Illimani stessi, e che divenne quindi un biglietto da visita di quel movimento da distribuire in giro per il mondo per tutti i loro 45 anni di storia.
Con un prologo simile si potrebbe pensare ad una nostalgica celebrazione del passato ma gli Inti-Illimani, che hanno sempre saputo rinnovarsi, vengono dal futuro, così come la loro capacità di evolversi mantenendo salda la loro tradizione musicale, basti pensare alle innumerevoli formazioni susseguitesi nel tempo. Questo concetto si mostra bene non solo nella loro carriera musicale ma anche di canzone in canzone: il loro concerto diventa quasi un “balletto corale” fatto di un continuo scambio di strumenti fra i diversi componenti del gruppo, come fosse una mega jam session, dove in realtà nulla è lasciato al caso e l’occhio di uno spettatore attento è in grado di accorgersene subito. Tutto ciò è funzionale dal punto di vista scenico, visto che così viene dato un più ampio respiro fra un brano e l’altro, ma anche dal punto di vista musicale, dove gli arrangiamenti dai mille e uno strumenti che contraddistinguono questo gruppo trovano ognuno il loro spazio d’esecuzione.
E’ un concerto di un atmosfera unica, certamente fatta per la maggior parte di appassionati del genere, e la ricchezza di combinazioni ritmiche e armoniche, la fine polifonia vocale e l’ottima tecnica esecutiva rendono interessante e unico il concerto non solo per chi ha un orecchio piu’ sofisticato del comune. La finezza musicale di questo gruppo è, come detto all’inizio, accompagnata da una bella partecipazione di pubblico che arriva al suo culmine con pezzi storici come El aparecido, Lo que más quiero. La serata passa anche per le parole dello storico membro Jorge Coulón, che con leggerezza ed ironia si sofferma su diversi argomenti senza mai trascendere nel retorico o nel banale, arrivando infine ad un omaggio all’Italia che fa da introduzione ad una bella e personalissima interpretazione della colonna sonora del film Nuovo cinema paradiso e  di Buonanotte Fiorellino di De Gregori.
La serata si conclude con il piu’ classico dei classici degli Inti-Illimani, e la fotografia di cui si parlava prima prende piena forma: partono le prime note di El pueblo unido jamás será vencido e inzia il momento piu’ caldo dove forse per il carico di storia, o forse per il significato di libertà che questa canzone porta con sé, nessuno riesce a esimersi dal partecipare.
Dei tanti strumenti visti sul palco, dei ben otto elementi del gruppo e delle mille sonorità ascoltate rimane la consapevolezza che gli Inti-Illimani sono di certo stati i precursori di quella che negli anni ’80 verrà chiamata Word music, e che con loro viaggiano storie tipiche delle loro terre, uniche anche nella maniera di raccontarle.
Questo concerto è il pensiero che ognuno di noi ha da dedicare a ciò che di più amiamo, alle persone a cui teniamo di più,  alle nostre fatiche e alla nostra forza, è una bella sensazione ricca di sfumature, ricca di umanità e colorata di tonalità particolari, tutte da ricordare e tutte meravigliosamente sud-americane.

Per maggiori informazioni riguardo gli Inti-Illimani:
http://inti-illimani.cl/
Per maggiori informazioni sulla ventesima edizione di Roma Incontra il Mondo, vi invitiamo a consultare il sito internet ufficiale:
http://www.villaada.org/
Si ringraziano gli organizzatori della rassegna e tutto lo staff di Villa Ada per la gentile ospitalità.

 

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