La prima volta che hanno suonato a Roma è stato davanti a 15 persone, in un piccolo locale e qualcuno disse di loro che avrebbero fatto belle cose. Questo racconta Lodo (Lodovico Guenzi) dal palco dell’Atlantico di Roma, davanti una folla di circa duemila persone. Una serata, organizzata in collaborazione con Ausgang Concerti, da sold out per la data romana del tour de Lo Stato Sociale – oltre a Lodo, Bebo (Alberto Guidetti), Albi (Alberto Cazzola), Carrots (Enrico Roberto) e Checco (Francesco Draicchio) – come pure sono state sold out praticamente tutte le date precedenti e tutte in grandi club come l’Alcatraz di Milano o l’Hiroshima Mon Amour di Torino.  A dimostrazione del fatto che di belle cose ne hanno fatte davvero e basta vedere un loro live per capire il perché.

Tanto per cominciare il concerto inizia ancor prima che la band salga sul palco, quando in mezzo al pubblico alcuni ragazzi con la chitarra suonano e cantano le canzoni de Lo Stato Sociale e Lodo, a sorpresa, si unisce a loro creando un clima da centro sociale e mettendo in mostra il rapporto diretto e spontaneo che questa band ha con il suo pubblico.

Da questo momento in poi l’attesa per lo show diventa incontenibile e tutti attendono con ansia che le band comincino a suonare.

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Ad aprire il concerto i MagellanoPernazza, Drolle e Filo Q – un gruppo genovese che fa confluire nel proprio sound una varietà di generi: dall’elettronica, al raggae, all’hip-hop, alla canzone d’autore.

Salgono sul palco e riescono già a creare il delirio, animano il pubblico con cui stabiliscono un contatto diretto e con il quale interagiscono. Chi li conosce già e chi non li conosce, non fa differenza, tutti ugualmente coinvolti. A metà performance sale sul palco il primo dei tanti ospiti della serata: Mattia Barro de L’Orso, che affianca la band per qualche canzone.

Insomma quando i Magellano smettono di suonare è già festa. E il merito è di questo gruppo che pensa il concerto in maniera innovativa, come pure lo è il genere di musica che sono riusciti a creare.

Dopo un po’ di attesa arriva Lo Stato Sociale e continua il clima di grande festa, come loro spesso promettono.

I cinque ragazzi bolognesi eseguono tutti i brani del nuovo album, L’Italia Peggiore, ma lasciano spazio anche ai brani storici come Quello che le donne dicono, Ladro di cuori col bruco o Mi sono rotto il cazzo. Sul palco oltre alla musica c’è un po’ di tutto: dal teatro, all’intrattenimento, dallo show a momenti di riflessione.

I cinque membri del gruppo si alternano alla voce, cambiano vari strumenti, mettono in scena coreografie e giocano con il pubblico che, di rimando, esprime tutto il suo coinvolgimento.

E tanti sono anche gli ospiti, come già anticipato. Per un altro storico brano della band, Amore ai tempi dell’ikea, sul palco insieme a loro torna Pernazza dei Magellano, Mattia de L’Orso e sale anche Piotta, presente anche nel cd con il featuring in Questo è un grande paese. E infatti torna di nuovo sul palco in occasione di questo brano, sul quale Lo Stato Sociale mette in scena un vero e proprio spettacolo.

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Altro grande momento è quello in cui entra in scena Max Collini degli Offlaga Disco Pax, che canta il brano Linea 30 insieme a Bebo. Il concerto è una continua sorpresa e l’ultima parte è a dir poco esplosiva. Guardando il palco traspare tutta la passione e l’attenzione con cui questa band prepara i propri live, come ci avevano preannunciato quando li abbiamo intervistati qualche settimana fa (puoi leggere l’intervista qui). Ciò che arriva è quanto si divertano e quanto sia autentico ciò che si sta vedendo.

Non mancano, poi, momenti profondi in cui il gruppo lancia messaggi importanti e porta all’attenzione di tutti problematiche serie.

“Se Stefano Cucchi non lo avesse ucciso nessuno ora sarebbe a casa dalla sorella e dai genitori”, una delle riflessioni della serata.

Un concerto sentito, coinvolgente, divertente e festoso per una band scanzonata ma anche in grado di momenti di grande pathos.

Si chiude con Cromosomi, una delle loro canzoni più famose e che il gruppo dedica a Stefano Cucchi e a tutte le vittime dello Stato.

Grande concerto, grande serata che non finisce all’Atlantico ma continua con l’aftershow organizzato dalla band a Le Mura a San Lorenzo, come spesso hanno fatto anche per altri live.

Di chilometri ne hanno fatti e dopo aver visto il live di venerdì sera, si può dire senza paura di essere smentiti che con molta probabilità ne continueranno a fare.

E per dirla con parole loro “mi sono rotto il cazzo della critica musicale”, quindi volete farmi dire altro?

Si ringrazia il management per l’ospitalità.

Di seguito la scaletta dei brani eseguiti:

La rivoluzione non passerà in Tv
Senza macchine che vadano a fuoco
In due è amore in tre è una festa
Piccoli incendiari non crescono
Quello che le donne dicono
Ladro di cuori col bruco
La musica non è una cosa seria
Dozzinale
Amore ai tempi dell’ikea
C’eravamo tanto sbagliati
Forse più tardi un mango adesso
Il sulografo e la principessa ballerina
Te per una canzone scritto ho
L’Escapista
Mi sono rotto il cazzo
Instant classic
In due è amore in tre è una festa
Linea 30
Questo è un grande paese
Abbiamo vinto la guerra
Io, te e Carlo Marx
Cromosomi

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