In occasione della Festa dell’unità 2013 ritornano sulla scena capitolina, dopo l’esperienza invernale, Rosario Paci, ai più noto col nome di Roy Paci,  e la sua band per presentare al pubblico CorLeone, forse il progetto meno conosciuto dell’artista siciliano. E in questa serata lo faranno con Blaccahénze (termine abruzzese che significa casino, bordello).

E’ un’escalation di suoni, energia e simbiosi il primo pezzo, anche se al termine sono quasi doverose le scuse per l’errore nel comunicato stampa circolato, che parlava di un concerto gratuito. Ma anche noi, come Roy, siamo certi che lo spettacolo saprà ricompensarci a dovere con la musica!

Musica che  sta cambiando, e Roy Paci lo aveva già capito nel 2004 quando ha iniziato questo progetto, CorLeone appunto, che coinvolge grandi musicisti. Come lo stesso Paci aveva dichiarato in un’intervista: “Non sempre l’improvvisazione è sinonimo di jazz; in questo progetto si rispecchia la libertà sonora. CorLeone rappresenta un mondo variegato, bizzarro, eccentrico, una free forma allo stato nudo e crudo. (…) Ho voluto fortemente registrare un secondo album dopo il primo del 2005 Wei Wu Wei, perché avevo l’esigenza di esprimere i miei nuovi orizzonti musicali, le composizioni scritte in tutti questi anni frutto delle mie esperienze con tanti musicisti eccezionali e di un lavoro specifico sulle mie ricerche clivotonali con l’accostamento di strumenti musicali all’elettronica”
Il cardine del progetto è proprio la libertà sonora, che permette ai singoli componenti di interpretare lo stesso progetto in modo diversi, prendendo forme diverse, così come hanno raccontato gli stessi artisti durante un’intervista: può essere un’opportunità di interagire con gli altri musicisti nella più totale libertà musicale (Andrea Vadrucci, batteria), un preistorico rinoceronte, molto corazzato, maestoso e determinato  (Guglielmo Pagnozzi, sax contralto), è la possibilità di suonare cose fatte nel passato, suonare la chitarra in modo aggressivo, usando tecniche diverse e suonare con gli altri componenti con un’energia spaventosa (Alberto Turra, chitarra), si possono mescolare linguaggi musicali differenti in modo libero (John Lui, chitarrista) e si crea la possibilità di essere un po’ free, un po’ rock, di fare cose nuove senza dimenticare da dove si viene (Marco Motta, sax baritono).

Ogni live è un concerto a sé: pur avendo una linea guida da seguire, in tempo reale si creano composizioni, improvvisazione che non è mancata neanche in sede di registrazione. Si ha quindi la certezza di vedere e sentire nuove composizioni, uniche e irripetibili. Un live sull’improvvisazione, sulla creatività, sulla libertà sonora, che è condizione necessaria nella scena musicale!

Ringraziamo Festa dell’Unità di Roma e BlackOut Rock Club per l’organizzazione, e tutti i presenti che hanno contribuito a rendere “libera” la serata; un grazie speciale ai singoli artisti per il loro jazz meno canonico e più travolgente!

Per saperne di più:

https://www.facebook.com/RoyPaciOfficial
https://www.facebook.com/RoyPaciCorleoneOfficial
https://www.facebook.com/blackoutrockclubroma

 

Comments

comments