Marta Sui Tubi

Ho sempre pensato che uno degli elementi discriminanti che renda una buona band, una grande band sia l’originalità e la qualità dei loro live. Certo, sono altri mille i fattori che decretano quanto una band sia degna di attenzione. È innegabile però che, in un’epoca in cui è stato detto o fatto di tutto, la capacità di avvicinare e coinvolgere il pubblico attraverso una performance live che sia in linea con la propria identità di gruppo, sia una delle caratteristiche salienti che possano fare la differenza.

I Marta sui Tubi l’hanno dimostrato ampiamente il 23 Novembre all’Orion, un locale che ha ospitato ed ospiterà, da qui ai prossimi mesi, i live di tante altre grandi band (una per tutte i Gogol Bordello, il 29 Novembre).
Partecipare ad un concerto dei Marta sui Tubi equivale a scoprirli passo dopo passo: è come avere davanti la loro carta d’identità e iniziare a leggerla pian piano, imparando ogni dettaglio che li rende unici e inimitabili.
Non è solo la superba voce di Giovanni Gulino che, come è stato detto più volte, è stupefacente, con un’incredibile estensione vocale ed una potenza da far impallidire; è tutta l’esibizione a stupire, perché è pensata come un continuo dialogo con il pubblico, una grande compagnia teatrale in cui non c’è differenza fra chi è sopra il palco e chi sotto.
Sicuramente non si possono immaginare i Marta sui Tubi senza Carmelo Pipitone (chitarre), che è uno dei co-fondatori del gruppo e che divide in modo egregio il palco con il frontman, senza mai essere messo in ombra, ma ritagliandosi un proprio preciso ruolo, arricchendo la performance e contribuendo a renderla unica. Lo stesso può essere detto degli altri membri: Ivan Paolini (batteria), Mattia Boschi (violoncello, basso), Paolo Pischedda (piano, tastiere) perché ognuno di loro contribuisce a creare l’originalità di questo gruppo.

A decretare la loro volontà di essere assolutamente fedeli alla propria identità, è anche la scelta di chi dovesseEd_Ward aprire il concerto. Questa volta è toccato ad Ed Ward, un cantautore romano che si ispira alla musica folk e country anglosassone, tendenza testimoniata anche dalla scelta di scrivere testi in inglese. Un musicista il cui sound richiama le tipiche sonorità di quelle lunghe notti d’estate, passate a cantare intorno ad un falò, con le lucciole che si affacciano nella notte e le stelle sopra la testa. Un suono caldo, intimo che si lascia andare a momenti energici, che fanno venir voglia di ballare, che ricordano a tratti le sonorità del Salento. Una musica popolare, ma nel suo genere originale, con la fisarmonica che avvalora e completa il suono delle due chitarre acustiche, del basso e della batteria. Sarà interessante, perciò, ascoltare l’EP, la cui uscita è prevista per la prossima estate.

Una scelta coerente, dunque, con il genere suonato dai Marta sui Tubi che, come è noto, suonano un genere folk rock. La band nasce come duo, formata da Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone, entrambi originari di Marsala e a cui si aggiungeranno tutti gli altri membri. Il loro primo album Muscoli e Dei viene registrato, però, a Milano e decreta subito il successo del gruppo fra la critica e fra il pubblico. Da questo momento in poi, molteplici sono stati i successi della band, fra cui l’essere eletti come miglior gruppo indipendente italiano al MEI 2004. Nel 2008 aprono una loro etichetta “Tamburi Usati” e la loro carriera riceve una forte spinta dalla fortunata collaborazione con Lucio Dalla, nel 2012, a cui la band era legata da un profondo rapporto d’amicizia e che partecipa alla registrazione dell’album Carne con gli occhi in versione deluxe, chiamato Cromatica edition.

La partecipazione a Sanremo contribuisce a farli conoscere al grande pubblico e non tradisce lo spirito indipendente della band in quanto il gruppo sceglie di presentarsi rimanendo fedele alla propria identità, portando la propria musica nello show business e non, come spesso accade (purtroppo), il business nella propria musica.

Il concerto si apre con il brano Crapa Pelada di una band italiana degli anni ‘40, i Quartetto Cetra, e su queste note entrano i Marta sui Tubi. Il primo brano è Perché non pesi niente da C’è gente che deve dormire, album del 2005. Un inizio che coinvolge subito e porta tutti ad urlare la canzone insieme alla band. Pubblico già carico dal primo brano, dunque. E il secondo, Cristiana dall’album Carne con gli occhi, non ha certo calmato gli animi, anzi ha contribuito ad alzare l’entusiasmo e il coinvolgimento. A questo seguono Dispari e Il collezionista di vizi, due brani tratti dal nuovo album Cinque, la luna e le spine.
Tutti cantano, ballano, saltano. Poi, nel silenzio generale, i Marta sui Tubi propongono un brano inedito. Si tratta di Negghia, una poesia di Peppino Impastato, giovane giornalista ucciso dalla mafia nella Sicilia degli anni ‘70, messa in musica dalla band e cantata proprio come è stata scritta: in siciliano. Tutti trattengono il respiro, un silenzio profondo e sentito scende sul pubblico. Un omaggio gradito, che emoziona, perché chi conosce la storia di Peppino non può rimanere indifferente al fascino di un tale momento, e chi non lo conosce forse ne percepisce l’intimità. Una scelta coraggiosa quella della band, di portare in giro la memoria di un personaggio che troppe volte è rimasto nell’ombra e che evidenzia il profondo legame con la loro terra di origine. Il concerto si tinge dei colori dell’impegno sociale e contribuisce a creare quell’altalena di emozioni che poi connoterà tutto il resto della performance, alternando momenti intimi ad altri allegri, divertenti e magari anche un po’ più leggeri, caratterizzati dal giocare continuamente con il pubblico, da un clima più familiare, amichevole.
La serata prosegue con l’avvicendarsi di brani storici della band quali Di vino, La spesa, Sei dicembre, Cromatica e brani tratti dal nuovo album, Il primo volo, La ladra, Vorrei; per poi concludersi con un omaggio della band a Lucio Dalla,  un artista che ha fatto la storia della musica italiana, scomparso da non molto. Il brano eseguito è Le rondini, che i Marta Sui TubiMarta sui Tubi cantano davvero a cuore aperto, per ricordare quello che per loro era un mentore e un amico.

Escono di scena fra gli applausi e l’entusiasmo generale; tutti attendono pazientemente che il gruppo torni in scena, cosa che non tarda ad accadere. La band esegue altri quattro brani, Tre dal nuovo album, Cinestetica da Sushi & Coca, Post da Muscoli e Dei; chiudendo con uno dei brani più famosi ed emozionanti della band Coincidenze, preceduto dall’affermazione di Giovanni Gulino che questo concerto, per lui, è stato un gran bel viaggio e che spera di aver portato in giro anche il pubblico, tra una molteplicità di paesaggi e panorami diversi.

Non so come abbiano vissuto questo concerto i presenti, ma, da parte mia, posso rispondere che non solo i Marta sui Tubi mi hanno portato in giro, facendomi vedere posti che mai mi sarei aspettata, ma hanno colorato questo viaggio di tante emozioni diverse, che mi hanno riempito e sorpreso. Insomma uno di quei viaggi da cui neanche fai in tempo a tornare, che già hai voglia di ripartire.

Si ringrazia l’Orion per la gentile ospitalità e per la disponibilità.

Di seguito la scaletta, per poter ripercorre insieme gli emozionanti momenti del concerto.

Perché non pesi niente
Cristiana
Dispari
Il collezionista di vizi
Negghia
Di vino
Dominique
Sei dicembre
La ladra
Il primo volo
La spesa
L’unica cosa
Camerieri
Cromatica
Vorrei
Le rondini
Tre
Cinestetica
Post
Coincidenze

Per saperne di più:
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https://www.facebook.com/EdWardOfficialPage?fref=ts

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