La band inglese saluta l’Italia, al termine del mini tour che ha toccato in precedenza Verona e Roma, con un concerto all’altezza della bellissima cornice del Pistoia Blues Festival.

Marcus Mumford ha mostrato l’ottimo feeling che ha col pubblico di casa (al quale si è sempre rivolto in italiano), pubblico che, pur messo a dura prova da una giornata caldissima e dalla calca, ha ripagato partecipando a tutto il concerto, cantando e ballando, con entusiasmo e passione. Nessuna sorpresa ha riservato la scaletta rispetto al concerti precedenti, con le recenti sonorità che si amalgamavano con naturalezza a quelle più folk alle quali ci avevano abituati in passato, con un momento (Timshell e Cold Arms) acustico (o, per dirla come Marcus, “fucking tranquillo”) nella seconda parte per tirare il fiato, o meglio per prendere la rincorsa al crescendo che ha condotto all’encore culminato due cavalli di battaglia (Little lion man e The wolf) che hanno chiuso il concerto.

Un’ultimo applauso infine a Pistoia, che non è certo una metropoli, ma che sa accogliere (e realizzare) una bellissima realtà come il Blues Festival in un gioiello come la piazza del Duomo, dimostrando che i concerti live rappresentano un’opportunità ed una ricchezza (e non una cosa da osteggiare, come purtroppo accade in molte, troppe, città che palesano un atteggiamento “musicofobico”).

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