zman-locanda
1- Hai descritto  il tuo ultimo album “rancoroso”, come dice anche il titolo “PARADE OF MALICE” (“Parata del rancore”): da dove nasce questo sentimento tanto forte da volerlo raccontare? 
Più o meno nasce nello stesso posto dove poi arriva: me stesso. Inizialmente non avevo la minima intenzione di realizzare un disco sul rancore o su qualsiasi tema; dopo aver composto le prime sei o sette canzoni mi sono reso conto che tendenzialmente erano tutte una rappresentazione di rancore, rabbia o fastidio. Da vari mittenti a vari destinatari, compreso me nei panni dall’uno o dell’altro a seconda dei casi. Solo a disco finito, e sinceramente anche grazie ad un periodo non felicissimo che mi ha costretto ad analizzarmi più a fondo, mi sono reso conto di essere sia mittente che destinatario e che probabilmente questo sentimento è una specie di specchio invisibile che abbiamo davanti: guardiamo noi stessi senza sapere di esserlo..

2- Da poco più di un mese è scomparso David Bowie, la reazione di noi tutti, più o meno, è stata di sbigottimento  e grande tristezza davanti ad una perdita così importante: dalle evidenti influenze musicali a quello che ha rappresentato a livello personale, qual’è il tuo legame con questo straordinario artista?
E’ un legame abbastanza intenso. Innanzitutto credo che sia stato l’artista solista più grande della musica leggera, in secondo luogo uno dei più affascinanti, comunicativi ed intensi interpreti in assoluto. E’ l’unico artista di cui faccia dei pezzi da quando mi dedico alla mia musica. La sua scomparsa non mi ha devastato come ho visto succedere a moltissime persone, da una parte lo sapevo malato da tempo,e poi, moooolto egoisticamente, credo che la consapevolezza di essere in quella precisa fase finale del suo percorso di vita lo abbia ispirato a produrre questo disco che è qualcosa di incredibile, a mio avviso uno dei suoi migliori in assoluto (e da molti anni). Mi piace talmente tanto musicalmente che non mi sto ancora neanche lontanamente concentrando su tutti i riferimenti più o meno occulti alla sua morte che ci sono nelle canzoni o nei video….
3- Le tue canzoni sono in inglese: una scelta dovuta al fatto che il tuo genere musicale si rifà ad una musica che fondamentalmente non è legata alla tradizione italiana o, semplicemente i testi riesci a comporli in maniera più spontanea in questo modo?
Per tutte e due le ragioni. Poi bisognerebbe chiedersi perché mi vengano più spontaneamente in una lingua che non è la mia… Forse in fondo non voglio manifestarmi troppo nonostante i miei pezzi parlano quasi tutti di me in maniera anche abbastanza intima. I pezzi nascono in inglese perché suono una serie di accordi con una frase (anche nonsense) in inglese che ci suona bene, poi inizio a costruirci intorno. A quel punto continuo con l’inglese, che non è la mia lingua, con cui sicuramente ho meno frecce espressive al mio arco, ma che mi permette di dire cose estremamente personali del cui significato, come già detto, mi accorgo spesso solo successivamente. E’ come se qualcun altro scrivesse dei pezzi su di me…
4- La mia percezione e’ che dietro ZMAN ci sia una persona molto timida: e’ un impressione giusta? Spesso dietro agli artisti si nasconde una grande timidezza, secondo te perché?
Sono curioso di sapere da quali elementi lo evinci ma hai ragione; forse non molto e non sempre, ma di sicuro lo sono. Nel mio caso credo si tratti di un connubio fra sensibilità ed insicurezza. Forse molti artisti condividono questa condizione perché la timidezza crea un ostacolo o un muro alla nostra espressività che bisogna aggirare in modo creativo. Magari, ad esempio, certe persone può trovano più facile scrivere una canzone per qualcuno che dirgli “ti amo”.
5- Solo dopo molti anni di carriera musicale ti sei deciso a pubblicare materiale inedito: perchè questa lunga gestazione?
In realtà ho proprio iniziato tardi a scrivere cose mie e credo che la cosa sia dipesa da un insieme di cause. In parte perché per molto tempo le persone con cui mi sono trovato a suonare erano del ramo intrattenitivo/coveristico (se mi passate la definizione), per cui mi sono bellamente adeguato alla situazione vivendomi la musica come occasione di divertimento e sfogo. Più a monte c’era certamente una componente di insicurezza che ha avuto bisogno di essere sbloccata, tento per cambiare…
6- Hillary Clinton vincerà le elezioni?
  Questa è un’informazione che costa cara…. A parte gli scherzi, non è così improbabile ma l’andamento finora delle primarie non mi da molti riferimenti in tal senso. Diciamocelo, Sanders ci piace di più e conosce molte più cose sui Radiohead (…) per cui da cittadino del mondo dovrei sperare in lui. Poi in realtà ho un certo video appena uscito che se Hillariuccia dovesse proprio vincere ste elezioni me ne farò una ragione…

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