Attesa serata progressive metal con Prog Festival il 16 giugno al Jailbreak. Tre band romane si alternano sul grande palco del locale capitolino per una rassegna tematica che esplora più aspetti del genere.

Aprono alle 22 i cinque Embrace Of DisharmonyGloria Zanotti, voce, Matteo Salvarezza voce maschile, lead & rhythm guitar, Leonardo Barcaroli, basso, Susanna Coltrè tastiere, Emiliano Cantiano, batteria per la formazione romana.

Intro con una generosa suite a testi in inglese di oltre 10 minuti tra poliritmie e reprise strutturate con riffing melodico su ottima sessione ritmica a cura di Emiliano Cantiano alle pelli. Tapping e fingerpicking, virtuosismo allo scoperto e dopo la fine della seconda suite il vocalist Andrea minaccia amichevolmente i Ruinthrone (gruppo headliner) di rappresaglie se non li vedrà all’istante sottopalco. La cosa funziona perché all’attacco della terza suite il parterre si é popolato ed inizia l’headbanging!

Cinque lunghi brani originali, quasi del tutto strumentali, lenti, raffinati, ipnotici di loop spezzati aggressivamente dal growl a squarciare le armonie di chitarra a tastiera.

Quasi un’ora di abbondanza creativa; proprio niente male!

http://www.myspace.com/embraceofdisharmony
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Dal total black sfumato di death si passa al b/w del rock settantiano dei cinque Heartache, che alle 23 attaccano con il primo pezzo originale del repertorio, Tempi dispari e staccato ritmico per voce basso tastiere batteria e chitarra. Il vocalist scalzo, toni bassi e quasi sofferti per il cantato in inglese, porta sul palco le atmosfere che i “mal di cuore” hanno messo nel nuovo album. Alessandro batteria, basso Tony Geronimo, chitarra Matteo Tagliavini, tastiere Carlo, voce Thomas che festeggia il compleanno. Aspettative più che soddisfatte!

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Palco ai Ruinthrone a mezzanotte spaccata. Formazione prog/power con Edoardo Gregni, voce, Adriano Strinati chitarra e cori, Nicolò De Maria, chitarra e cori, Giorgio Mannucci, tastiere, Michele Attolino, basso, Francesco Comerci, batteria. Impattanti peculiari polifonie tra tastiera e voce già dal primo pezzo. Doppia cassa perenne nei cambi di ritmo e nei tempi dispari come supporto di pregevoli evoluzioni in voci e polifonie di chitarre che oltre i “muri” ed i volumi alti power esplorano le tipiche sonorità del progressive anche nei testi in inglese e nei brani ‘veloci’ e brevi. Grandissima tecnica e creatività per la band che offre quasi un’ora di compatti muri sonici ai molti che hanno deciso di non perdersi l’occasione. Si chiude con la fantastica Dance of Lights!

https://www.facebook.com/events/571122829594644/?ref=22

http://www.reverbnation.com/ruinthrone

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