a cura di Serena De Luca
E fu festa in quel di Rimini.
In migliaia, partendo anche da varie parti d’Italia, hanno scelto di riempire Piazzale Fellini di colore, accompagnati dalla musica dei tre artisti romani, nella stessa città da cui e’ partito il tour italiano che ha realizzato il sold out in tanti palazzetti.
Sfidando il gelo e il vento, Fabi, Silvestri e Gazzè hanno regalato al pubblico più di due ore di musica e calore. Accompagnati dai loro fidati musicisti , amici e compagni di viaggio: Piero Monterisi (batteria), Roberto Angelini (chitarre elettriche e slide), Max Dedo (fiati), Gianluca Misiti (tastiere), Adriano Viterbini (chitarre elettriche) e Josè Ramon Caraballo Armas (trombe e percussioni e Corazon Espinado). Ripercorrendo, in parte, quello che è stato il tour appena concluso  e inserendo a sorpresa anche una versione  improvvisata de La Paranza per poi volare a Cuba ed iniziare l’anno con Cohiba.
Passando da alcuni momenti, più intimi e delicati, che hanno regalato ai presenti la libertà di emozionarsi totalmente, ad altri di puro divertentissimo delirio, con un match de L’avversario in accappatoio (anche se i due sfidanti, credo, avrebbero preferito una calda coperta). Momenti che hanno permesso al pubblico di riattivare la circolazione e scatenarsi in un vero e proprio inno alla gioia, alla felicità.
Per l’ennesima volta, questi tre signori hanno preso per mano il loro pubblico e lo hanno accompagnato in un viaggio intimo, personale, ma al tempo stesso fatto di una condivisione totale, totalizzante, permettendo a chi era lì di sentirsi parte di un tutto. Sentirsi parte di una festa e di un universo pieno di sfumature e colori. E così, “tutti insieme tutti insieme”  siamo arrivati ad una mezzanotte diversa e speciale. Perché, che lo si voglia o meno, quella notte lì porta con sé sempre un carico di aspettative, desideri e nuovi inizi. E là dove non arrivavano le maglie termiche e le stufe sono arrivati loro, con la musica, le parole e la loro amicizia. Loro, che in questo anno appena concluso, hanno saputo dare alla musica e a chi ha saputo realmente sentirli qualcosa di unico e prezioso. Forse il dono più bello. Da custodire gelosamente.

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