Report a cura di Manuele Rugai

La festa musicale del trio Fabi Silvestri Gazzè trova nell’Arena di Verona il posto migliore dove celebrare un progetto nato un anno fa un po’ per gioco e un po’ per l’affetto ultraventennale non solo artistico che c’è fra i tre cantautori romani.

Accompagnati dai loro fedeli musicisti che li hanno seguiti anche nel tour precedente nei palazzetti Roberto Angelini e Adriano Viterbini (chitarre), Josè Ramon Caraballo Armas (percussioni e tromba), Gianluca Misti (tastiere), Piero Monterisi (batteria) e Massimo “Dedo” de Domenico (chitarra, fiati), l’affetto viene ricambiato subito dal pubblico con Alzo le mani, un rituale per iniziare: recitata a gran voce come per scacciare le minacce de il rumore della pioggia nel pomeriggio, è la prima canzone ad aprire il disco ed è la prima nata per questo fortunato progetto.

Quasi naturale continuare quindi con Life is sweet che è stato invece il loro biglietto da visita in radio l’estate scorsa ma che è anche un diario sonoro del viaggio fatto in Africa. Si intuisce così che la scaletta è stata rielaborata intervallando i successi più conosciuti come Cara Valentina, Gino e l’alfetta e Capelli con dei momenti inediti per i fan storici e adatti alla cornice dell’Arena come Strade di Francia tratto da Il Dado di Silvestri uno dei suoi dischi più innovativi o Quel che fa paura, singolo di esordio dalle sonorità progressive di Max, portandoci alla mente a quegli anni 90, alla gavetta nei locali romani con meno gente di fronte ma con la stessa voglia e intenzione di fare musica, e di farla bene.

Ma il momento più emozionate arriva a metà serata con il valore aggiunto del gruppo d’archi GnuQuartet, formato da Raffaele Rebaudengo (viola), Francesca Rapetti (flauto), Roberto Izzo (violino) e Stefano Cabrera (violoncello), che vanta collaborazioni importanti con artisti di impronta rock come La Crus, Afterhours o L’Aura. Regalano un prezioso abito elegante a brani emotivamente forti come Solo un uomo  ma soprattutto con  Costruire di Niccoló Fabi. Per un attimo tutto lo sfondo svanisce, nel centro rimane solo lui, la sua nuova anima che ha costruito giorno dopo giorno. Perché costruire un percorso artistico e umano che duri nel tempo prevede anche rinunciare alla perfezione e trasformare tutto anche la sofferenza e il dolore in energia . E la sua commozione davanti ad un’arena in piedi,  significa che tutto è andato come doveva andare.

Tutto diventa romantico con Edera e La nostra vita nuova di Max passando poi ad una sorprendente Salirò dove gli GnuQuartet sembrano essere a proprio agio nel far ballare tutti gli invitati della festa.

Il rituale si conclude con la title track e il padrone, entusiasta ed emozionato come il pubblico, ha deciso che era giunto il momento di far ricadere la pioggia per unirsi ai saluti finali e augurare un buon viaggio per l’ultima festa prevista a Roma il 30 luglio.

Alzo le mani (Fabi, Silvestri e Gazzè)
Life Is Sweet (Fabi, Silvestri e Gazzè)
Strade di Francia (Silvestri)
E’ non è (Fabi)
Quel che fa paura (Gazzè)
Vento d’estate (Fabi – Gazzè)
Le navi (Silvestri)
Una buona idea (Fabi)
Il mio nemico (Silvestri)
Mentre dormi (Gazzè)
Come mi pare (FSG)
Solo un uomo (Fabi) – con GnuQuartet
Costruire (Fabi) – con GnuQuartet
Edera (Gazzè) – con GnuQuartet
La nostra vita nuova (Gazzè) – con GnuQuartet
Il mondo stretto in una mano (Silvestri) – con GnuQuartet
Salirò (Silvestri) – con GnuQuartet
L’amore non esiste (Fabi, Silvestri e Gazzè) – con GnuQuartet
L’avversario (Fabi, Silvestri e Gazzè) include citazioni di:
Annina (Gazzè)
Rosso (Fabi)
L’uomo più furbo(Gazzè)
Dica (Fabi)
Le cose che abbiamo in comune (Silvestri)
 
La favola di Adamo ed Eva (Gazzè)
Lasciarsi un giorno a Roma (Fabi)
Cohiba (Silvestri) Bis
Capelli (Fabi)
Occhi da orientale (Silvestri)
Il timido ubriaco(Gazzè)
Cara Valentina (Gazzè)
Il negozio d’antiquariato (Fabi)
Testardo (Silvestri)
Una musica può fare (Gazzè)
Gino e l’alfetta (Silvestri)
Sotto casa (Gazzè)
Il padrone della festa (Fabi, Silvestri e Gazzè) – con GnuQuartet

 

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