Giovedì 2 aprile, il PalaLottomatica ha ospitato la tappa romana del Museica Tour II – The Exhibition, il tour di Caparezza (Michele Salvemini) che giunge di nuovo a Roma nella sua seconda versione appunto.

Chi conosce e segue questo artista sa che ogni concerto di Caparezza può essere considerato come uno spettacolo a tutto tondo, che mette in scena musica, teatro, cabaret, satira, umorismo, impegno sociale e politico. L’artista non si limita ad eseguire una scaletta di canzoni, ma costruisce intorno ad esse una narrazione che accompagna lo spettatore in un viaggio divertente, a tratti irriverente, culturale ed anche sociale.

Tutto questo attraverso uno show capace sempre di stupire, con l’aiuto anche delle scenografie e dei costumi, meravigliosamente curati e di grande impatto. L’ultimo cd dell’artista, Museica appunto, è pensato come una passeggiata in un museo dove lo spettatore incontra i vari quadri che gli vengono presentati e raccontati in maniera sui generis, rendendo l’arte alla portata di tutti.

Ecco che allora lo spettacolo si apre con la proiezione di un video che presenta Caparezza come un pittore emergente e i vari componenti del gruppo musicale vengono portati sul palco uno ad uno all’interno di casse in legno, come si farebbe con opere d’arte. Nell’ultima cassa c’è lui, Caparezza, che apre il concerto con il brano Mica Van Gogh e, proprio per questo motivo, sul palco domina il tema dei girasoli.

La platea si infiamma ed è già delirio. E se l’atmosfera non fosse ancora abbastanza carica, il concerto procede con due brani ormai storici dell’artista che vengono inseriti alla perfezione nella trama del racconto proposto. Quindi vengono eseguiti Abiura di me – per il quale Caparezza si reinventa pugile che colpisce un pungiball fissato su un mezzo busto greco – e Il sogno eretico. Dopo Teste di Modì – un altro pezzo da Museica – ancora due brani del passato, Nessuna razza e Follie preferenziali, entrambi dall’album Verità Supposte.

Di nuovo Museica con Comunque Dada, per poi tornare a Il Sogno Eretico con Il dito medio di Galileo, sul cui finale Caparezza si improvvisa pittore e dipinge un quadro che poi regala ai fan tramite estrazione come è solito fare da un po’ di tempo nei suoi live.

Tocca al brano Cover, dall’album Museica, il cui testo gioca sulle copertine di album che hanno fatto la storia della musica e infatti Caparezza le mostra nello schermo alle sue spalle. Il brano viene chiuso da un magistrale assolo di armonica eseguito da Paolo Daniele.

L’atmosfera si fa seria e l’artista canta il suo personale inno alla scrittura, una delle poche ballate dei suoi album. Parliamo di China Town, sempre da Museica, il cui testo racconta di come la scrittura sia stata una costante nella sua vita, il suo personalissimo culto, il modo con cui riesce ad esprimersi meglio. E complice anche il suono del piano, l’emozione si spande nell’atmosfera ed è quasi tangibile.

Il clima rimane serio e Caparezza racconta una storia tratta dalla mitologia greca, il mito di Sisifo che viene condannato dagli dei a spingere un masso fino alla cima di una montagna per poi ricominciare quando arriva su perché il masso ricade a valle. L’artista paragona la storia di Sisifo a quella dei lavoratori italiani e il momento introduce Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche), canzone che racconta la storia di un padre operario e dei sacrifici per mantenere la sua famiglia, in un’istantanea della società contemporanea. Una canzone di qualche anno, ma ancora tristemente attuale.  Le parole e la musica si trasformano in brividi sulla pelle ed in un momento di riflessione profondo. Questa una delle grandi capacità di Caparezza: riuscire a mettere insieme nei suoi spettacoli e nella sua musica il gioco e la riflessione, accompagnando il pubblico in un percorso di crescita personale e culturale. E infatti dopo la riflessione politica e sociale, si passa ad un momento culturale con Pierpaolo Capovilla – noto frontman de Il Teatro degli Orrori – che in video interpreta un passo dell’Inferno dantesco, ad introduzione del brano Argenti vive.

Lo spettacolo prosegue fra brani vecchi e nuovi, passando da Ilaria Condizionata a Figli d’arte, fino a Non me lo posso permettere per poi approdare a Vieni a ballare in Puglia, canzone che parla della terra natia di Caparezza e che viene preceduta da un momento di riflessione sui problemi di questa regione.

Si passa a Fuori dal tunnel, che l’artista esegue vestito da zuppa Campbell’s con chiari riferimenti alla pop art di Andy Warhol e giocando sul fatto che la canzone l’ha portato all’attenzione del grande pubblico ed è diventata – suo malgrado, come molte volte ha precisato –  parte di un sistema che invece criticava. Il concerto si chiude con Avrai ragione tu.

Breve pausa e si bissa con tre dei brani più famosi dell’artista: La fine di Gaia – con la quale Caparezza affida simbolicamente il mondo alle nuove generazioni, lanciando dei palloni gonfiabili a forma di globo che il pubblico si passa durante il brano – Legalize the premier e Goodbye Malinconia, la cui versione originale è eseguita con Tony Hadley, ma in questo caso duettata con Diego Perrone, da anni ormai al fianco di Caparezza e che dà un contributo inestimabile ai live dell’artista.

Dopo l’inchino, Caparezza esce di scena sulle note di Canzone all’uscita, la canzone che chiude anche l’album.

Quello che colpisce di questo artista è la sua capacità di rendere ogni tour totalmente nuovo rispetto ai precedenti, in un continuo rinnovamento che non annoia mai e che propone spunti interessanti e momenti stupefacenti. Ma a nostro avviso la vera forza di Caparezza sta nell’aver dimostrato che si può raggiungere il grande pubblico (ricordiamo che la data era praticamente sold out, per un totale di 7500 persone) rimanendo se stessi e facendo ciò che si ama.

Michele Salvemini è la dimostrazione del fatto che la cultura e l’arte possono essere un’arma vincente ed è ammirevole il suo portarle in giro, per farle conoscere a quante più persone possibile. Insomma, ci sentiamo di ringraziare questo artista per aver dato un barlume di speranza in un contesto in cui spesso la cultura viene relegata agli ultimi posto e svilita. Lui, invece, ha dimostrato che forse ce la possiamo davvero fare.

Di seguito la scaletta dei brani:

Mica Van Gogh
Abiura di me
Il sogno eretico
Teste di Modì
Nessuna razza
Follie preferenziali
Comunque Dada
Il dito medio di Galileo
Cover
China Town
Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche)
Argenti vive
Ilaria Condizionata
Figli d’arte
Non me lo posso permettere
Vieni a ballare in Puglia
Fuori dal tunnel
Avrai ragione tu

Encore:

La fine di Gaia
Legalize the premier
Goodbye Malinconia

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