Musica autentica, diretta, che arriva dritta al cuore. Popolare nel senso più bello e romantico del termine, inteso come brani che parlano a tutti, senza esclusione. Ma soprattutto che si fanno interpreti del popolo, cantando di storie di vita, con grande semplicità e naturalezza.

La musica è quella de Il Muro del Canto, una band folk rock formata da Daniele Coccia (voce), Alessandro Pieravanti (timpano, rullante e racconti), Ludovico Lamarra (basso), Eric Caldironi (chitarra acustica), Giancarlo Barbati (chitarra elettrica e cori) e Alessandro Marinelli (fisarmonica).

Venerdì 14 marzo, al Blackout Rock Club di Roma, il gruppo presenta il suo 45 giri composto da due tracce: sul lato A il brano Vivere alla grande; mentre sul lato B Le Mantellate. La presentazione avviene all’interno della rassegna Ausgang, in una serata che riesce davvero a stupire e coinvolgere.

Una band che racconta la Roma che nessuno sembra vedere, quella sommersa, i luoghi della periferia e le persone, quelle vere. Lo fa attraverso gli strumenti tipici della cultura  popolare e i testi in dialetto romano.

La band alterna momenti musicali ad altri raccontati, attraverso uno stile originale.

Tutto ciò infiamma il pubblico che subito mostra tutto il suo apprezzamento alla band, instaurando un dialogo continuo.

La serata prende una piega inaspettata quando sale sul palco Elio Germano, ospite a sorpresa che canta con la band la traduzione romanesca di Paint it black dei Rolling Stone.

Un momento musicale intenso e grintoso, che lascia tutti piacevolmente sorpresi ed un ospite d’eccezione che sa mettersi in gioco e creare un momento artistico senza precedenti.

Una performance live caratterizzata da semplicità, alta qualità musicale e grande energia; soprattutto che riesce a dar vita a scenari unici, raccontando la realtà con grande lucidità e vicinanza a chi la vive ogni giorno.

Si ringrazia Ausgang e il Blackout Rock Club per la cortese ospitalità

 

Di seguito vi lasciamo la scaletta, per rivivere insieme la serata:

Ancora ridi
Maleficio
Serpe ‘n seno
Cristo de legno
Palazzinari
Canzone allagata
L’osteria dei frati
Terra bassa
La spina
Luce mia
Le mantellate
Il canto degli affamati
Chi mistica mastica
Paint it black (tradotta e rivisitata in chiave romanesca)
Bevi compagno
Peste e corna
Ridi pajaccio
Quanto sete brutti
Arrivederci Roma

Intro
La malarazza
Te possino dà tante cortellate
Addio

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