Una serata spettacolare quella del 31 luglio ospitata dalla Città dell’Altra Economia a Testaccio, nell’ambito del festival Eutropia e organizzata dal Lazio Wave Festival. E il termine “spettacolare” non è utilizzato a caso, ma va inteso nel vero senso della parola perché ciò che è andato in scena sul palco giovedì sera è stato un vero e proprio Spettacolo con la S maiuscola.

Tre i gruppi di apertura prima degli attesissimi Marlene Kuntz, che con il loro “Nella tua luce tour” hanno fatto tappa nella capitale.

Il primo gruppo a salire sul palco è i Julian MenteDiego Fratini (voce), Michelangelo Capodimonti (chitarra), Alessio Aristei (basso) e Mattia Desantis (batteria) – una band di Foligno che nel 2012 esce con il suo album Frantumi. Il sound è alternative rock, energico ed intenso, con la voce in alcuni momenti intima, in altri che esplode all’improvviso. Sul palco non c’è pace e la band lo domina, riuscendo a scaldare ed incuriosire il pubblico. Già dalla loro performance si intuisce che la serata offrirà grandi sorprese, oltre che un ottimo livello artistico e musicale.

Seconda band sul palco The Bastard Sons of Dioniso, trio rock formato da Michele Vicentini (chitarra, voce), Jacopo Broseghini (basso, moog, voce) e Federico Sassudelli (batteria, tromba, piano, voce). Musica che scuote, anima la folla, mantiene alto il livello di adrenalina. La band ha un sound che arriva diretto come un colpo allo stomaco, i pezzi eseguiti a tre voci creano un effetto avvolgente e la batteria ha un groove di quelli potenti, con la cassa che risuona nel petto.

Breve cambio di palco ed è il turno dei Nobraino Lorenzo Kruger (voce), Nestor Fabbri (chitarra), Bartok (basso), Vix (batteria), David Jr Barbatosta (tromba) – e la serata si incendia davvero. Il sottopalco si affolla e fin dalla prima canzone non c’è più nessuno che riesce a star fermo. Tutti ondeggiano e saltellano al ritmo di musica e lo show presentato sul palco appassiona e diverte. Il sound è folk rock con qualche sonorità tratta dal blues e dal jazz e testi da cantautorato.

I componenti della band sono dei personaggi, eliminando ogni accezione negativa del termine. Folli, surreali, pazzeschi. Riescono ad aprire subito un dialogo con il pubblico che è estasiato. I brani si susseguono e il cantante (ma anche gli altri membri del gruppo) non stanno praticamente mai fermi sul palco. Ad un certo punto lo stage diving di Lorenzo Kruger che poi finisce in mezzo al pubblico e comincia a passeggiare, pogare e cantare in mezzo alla folla.

Altro momento degno di nota è quando un fan viene invitato a salire sul palco e, mentre Kruger continua a cantare, gli rasa totalmente i capelli.

Un gruppo che conquista, il cui live è un spettacolo a tutto tondo che comprende musica, teatro, filosofia, arte. Il carisma del cantante è coinvolgente e la sua follia contagiosa.

Dopo tre performance musicali alte ed intense, è l’ora dei Marlene Kuntz.

I primi tre brani eseguiti, Donna L dall’album Come di sdegno del 1998, Overflash e Ape Regina da Il Vile del 1996, hanno l’effetto di una bomba scaraventata sul pubblico. Un inizio tutt’altro che soft, che subito leva il fiato ed entusiasma la folla, già carica dalle performance precedenti.

Si prosegue con Senza rete e Solstizio due brani da Nella tua luce, ma basta dare uno sguardo alla scaletta (in fondo all’articolo) per capire come nonostante sia il tour del nuovo album la band lasci comunque ampio spazio a brani storici come Ti giri intorno, Sonica o Ineluttabile. Quest’ultimo brano viene eseguito da capo tre volte perché il basso non funziona e, per dirla con le parole di Cristiano Godano, “questa canzone è più bella con il basso”.

Un concerto che mostra tutta la grandezza di una band che non sbaglia mai un colpo, che riesce sempre a far arrivare la propria musica al suo pubblico e che di sicuro offre una performance musicale alta e di qualità.

E poi alla fine non è più importante se c’è stato qualcosa che non è andato (come pure c’era stato per i Nobraino, il cui cantante ha dovuto eseguire tutta la performance senza ear-monitor perché non funzionante), perché gli artisti sul palco sono professionisti e lo gestiscono in maniera da far sì che anche i problemi tecnici diventino parte integrante dello spettacolo.

Da qui la considerazione iniziale: più che dei concerti, sono stati degli spettacoli a tutto tondo, in cui la qualità della musica non si può negare e che comprendono arte allo stato puro. D’altronde, già un gruppo dello spessore dei Marlene Kuntz è certezza di un concerto memorabile, quando poi si scelgono band di apertura del genere di quelle sopracitate la riuscita della serata è assicurata.

Si ringrazia LazioWave e il management per l’ospitalità.

Di seguito la scaletta del concerto dei Marlene Kuntz:

Donna L
Overflash
Ape regina
Senza rete
Solstizio
Ti giro intorno
Ineluttabile
Infinità
La canzone che scrivo per te
Il genio
Sonica

Encore:
Malinconica

Comments

comments