Ha fatto girare le radio e la critica, ha restituito un’altra faccia alla bellezza femminile. Oggi Guastamacchia pensa al disco, il suo primo disco, dopo aver assaggiato con gusto e tenacia quel che resta oggi del mercato discografico. Lei e la Interbeat di Luigi Piergiovanni hanno lanciato mesi fa il singolo “Biancaneve e Bluvertigo” con un video particolarmente strano e a tratti dissacrante. Radio e media ne hanno commentato dato traccia e lo hanno celebrato e condannato, un progetto forte che non ammette vie di mezzo e altre posizioni democratiche. Guastamacchia si ama o si odia. Non c’è posto per l’indifferenza. L’intervista per gli amici di 100 Decibel.

Dal singolo ad oggi. Cosa bolle in pentola?
Il mio percorso artistico è variegato di esperienze, ora stiamo pensando all’uscita del disco. Nulla sarà lasciato al caso e cercheremo un’ innovazione anche a livello di sound, per creare delle vere e proprie atmosfere.

Seguendo le tue attività in rete spesso ti abbiamo visto impegnata in eventi artistici figurativi, spesso anche con il tuo stesso corpo. Ce ne parli?
Analizzo il corpo e ciò che è potenzialità della sua espressione, analizzo la mente e le sue reazioni, ma soprattutto, è bello vedere come questo sia un campo immenso e come l’arte, qui, somigli sempre più alla filosofia. Il corpo è un gran bel mezzo di commozione perché si confessa nelle sue debolezze, l’invecchiamento, il sesso, le malattie, anche l’amore è un punto debole. Durante le mie performance cerco di completare un quadro, qualcosa che deve riuscire a soddisfare i sensi di chi osserva, Marina Abramovic è l’esempio di come si può portare la verità con il corpo, ma insieme a lei abbiamo esempi di commistione con la musica, come la grande artista islandese Bjork.

“Biancaneve e BLuvertigo”. Dal tuo punto di vista è stato accolto come meritava?
Io penso che ci dovrebbe essere ancora più coraggio nei miei modi, perché amo destabilizzare e provocare inquietudini ed emozioni. Non sono completamente soddisfatta del lavoro svolto perché vedo ancora delle immaturità, comunque credo sia un buon inizio per avviare qualcosa che si lasci amare. Riusciamo a percepire la presenza nell’assenza oggettiva, credendo in Dio, credendo di parlare ai defunti, pensando che ci potrebbe essere qualcosa o qualcuno in una stanza solo perché è buia, guardando le foto come se quelle stesse possedessero energia… Abbiamo una fervida immaginazione, sebbene non riusciamo a vedere che l’ arte è il continuo bisogno d’amore.

La tua visionaria descrizione di ciò che sei e di ciò che canti. Secondo te è arrivata nel modo corretto? Quando racconti la verità di quello che vivi, commuovi, perché ti apri al mondo con la tua storia, racconti un segreto. So di essere stata sincera, e qualcuno mi ha capita, per ora posso ritenermi soddisfatta di questo piccolo e primo risultato. So che non sarà semplice arrivare, ancor meno semplice sarà “RESTARE”, l’unica certezza che ho è che almeno non mi hanno fraintesa, gli occhi della verità è difficile che vengano fraintesi.

Ok allora la domanda di rito: il disco?
Ci stiamo lavorando, la vostra pazienza sarà ricompensata, non farò uscire un semplice disco ma una vera e propria parte di me.  Continuate a seguire la mia pagina fb, Guastamacchia, e sarete sempre aggiornati su tutto.

Un bacio, restate con me!

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