Da un fumoso Jazz Club alla società di questi umani. Dall’ironia di un professionista perdente alla filosofica intimità volta alle persone irregolari. Il primo disco del progetto chiamato Il Boom e guidato da Eugenio Ciuccetti e Raffaele Rinciari, produttore e autore il primo, pianista jazz il secondo, trova il giusto equilibrio nella totale condivisione lasciata libera di seguire l’istinto, all’improvviso e senza troppe regole. Ed ecco anche il nome del disco: Così come ci viene. Pochi giorni in studio, brani alla mano guizzati fuori dall’incontro di artisti così apparentemente lontani, e poi ecco nascere un cofanetto di 10 inediti che danzano di swing e di jazz, qui e la una bel sentore di canzone d’autore e poi i testi di spessore che raramente si concedono il lusso della rilassatezza.

La risposta alla monotonia che in prima battuta potrebbe farsi avanti pensando a generi di culto come il jazz, si frantuma dopo pochi istanti, anche dal primo brano dal titolo “Jazz Club” trainato in rete anche dal videoclip. BigBand al servizio di un testo ironico e frizzante. E poi tanto altro che mi piace sottolineare nell’ironia de “Il Karma del Perdente” dove musica e parole dialogano assieme per strapparci un sorriso di follia. Che dire del brano “Gli Umani”? Forse la traccia meno preventivata di tutto il lavoro. Qui addirittura potremmo finire anche tra le righe di un Indie pop all’italiana firmato da mano matura.
Insomma l’esplosione c’è stata e i pezzi si raccolgo in giro per km. Resta da capire ora che seguito potrà mai avere un simile progetto in cui estro e fantasia incontrano maturità e follia, dosate con cura, senza uscire di senno e senza dare nell’occhio.

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