Ianez, al secolo Andrea Iannone, ci regala un nuovo singolo dal titolo “Blu” pubblicato da Satellite Rec che vede la collaborazione di Lorenzo D’annunzio e Fabio Tummini. 

Una sfacciata denuncia al decadimento sociale ma anche tanta resistenza e speranza… caratteristiche imperanti che si respirano anche dentro il video ufficiale per la regia di Antonella Giuliano che ha espresso a suo modo le sensazioni, le emozioni e i colori di questo arrendersi alle apparenze. Il risultato sono tanti volti e tante espressioni che si mescolano in armonia dando vita ad un’unica intensa emozione.
“Blu” è una denuncia che descrive in modo ermetico la persona, molte volte costretta, ad indossare il vestito che il silenzio dei “buoni” gli ha cucito addosso. Protagonista è la figura della donna che questa società crea per poi condannarla con il pregiudizio, con gli insulti, con la necessità di sentirsi distanti e migliori.

Dietro quella parrucca blu come i fiocchi appesi alle porte delle case quando nasce un bambino, c’è una persona con i suoi sogni, con le sue paure e con la speranza di essere felice.

Benvenuto su 100 decibel. Come nasce “Blu” e da cosa è la nata la scelta di dedicare una canzone alle donne?
Ciao e grazie per avermi ospitato. “Blu” nasce da una base che Fabio mi ha inviato una mattina in modo del tutto inaspettato. Perché credo che l’arte serva a fornire un punto di vista diverso e che le giuste cause non possano considerarsi “di genere”, quando qualcosa cambia in meglio è una conquista per tutti, per la società in generale ed il pezzo non è rivolto solo agli uomini ma a quelle che si considerano brave persone.
In quel periodo era scoppiato il caso di Silvia Romano, da parte della gente era palpabile il peggiore pregiudizio e tutta una serie di luoghi comuni che vanno oltre il tempo e l’epoca. Così nasce il testo di Blu.

Può essere ascoltata come una canzone di denuncia verso una società che assegna dei ruoli ben definiti lontani dalla libertà di espressione pura che crediamo di vedere?
Si!!! Il brano parla di una prostituta, della persona nascosta sotto la parrucca blu e non uso un termine diverso perché è una parola che al suo interno contiene un giudizio, una forma di disprezzo che accomuna tutti. La sua negatività prescinde dalla cultura, dall’estrazione sociale, dall’essere più o meno quelle che si dicono delle brave persone. È una parola così enorme che l’essere umano al di sotto si perde, una prostituta è semplicemente una prostituta. Il fatto che una donna possa specchiarsi nel testo di “Blu” significa che si è sentita trattata in questo modo almeno una volta.
Questa società, la società dei buoni intendo, quella che si indigna davanti alla violenza, che dice: “poveretta” è la stessa che mette i “però” nel posto sbagliato a causa di un retaggio anacronistico e di una morale fondata su di una visione peccaminosa della sessualità femminile. Un però nel posto sbagliato è una giustificazione allo stupro, alla violenza ai diritti violati e credo che se non cambia il punto di vista dei Buoni l’evoluzione sociale non sia possibile.

Un videoclip dove le donne sono le protagoniste. Raccontaci come è nata la scelta di rendere realmente protagonista la donna.
Anche se le parole sono mie queste non possono trasmettermi le stesse emozioni che trasmettono ad una donna, io posso immaginare ma non conosco determinate sensazioni quindi la mia presenza semplicemente non era necessaria.
Avevo in mente tanti volti, tante espressioni ma non sapevo come realizzare l’idea. Qui entra in ballo la preziosa collaborazione di Antonella Giuliano (fotografa e videomaker) che mi propone di fare un annuncio instagram per reclutare donne disposte a mettersi in gioco. In pochissimo tempo arrivano delle interessate e Antonella manda loro un video pilota lasciandole libere di interpretare la canzone a modo loro. Un esperimento riuscito a mio avviso e le varie interpreti sono state brave sul serio, anche quando sembrano fare la stessa cosa, la loro espressione trasmette qualcosa di diverso a chi guarda, simile ma non uguale.

Tanti volti per il video. Cosa vuoi che arrivi come messaggio dopo la visione del videoclip?
Il video è emozionante, si percepisce il disagio, tutto ciò che una donna è costretta a subire nella vita quotidiana è in quelle espressioni. Mi piace pensare che arrivi più che un messaggio un sentimento, che si percepisca la necessità di cambiare atteggiamento per una normale e sacrosanta forma di rispetto.

Lorenzo D’annunzio e Fabio Tumini sono tuoi stretti collaboratori. Come è nata la collaborazione e quali sono le influenze musicali che avete in comune?
Assieme siamo una macchina che funziona. Veniamo tutti e tre dal rock, dal glam, dal grunge, dal metal, da musica suonata lasciando il sangue sulle corde. Ma la musica evolve anch’essa e se non segui l’evoluzione resti indietro, bisogna ascoltare tanto, alcune volte anche cose che non ti piacciono. Fabio è molto bravo nella ricerca di suoni, Lollo (Lorenzo) è un bassista puro, con i suoni giusti, anche se per “Blu” veste solo i panni del produttore esecutivo e poi ci sono io con testi e voce . La collaborazione arriva da una chiacchierata con Fabio nello studio della SATELLITE REC e tra le mani il testo di “Siamo stati noi” il primo singolo. In quel momento prende vita il progetto IANEZ.

A cosa stai lavorando per il futuro?
Con Fabio e Lorenzo stiamo lavorando ai nuovi brani e in più sto scrivendo un nuovo romanzo dopo la buona risposta del primo: “Sette foglie di oleandro”.

Comments

comments