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Si preannunciava una serata molto calda quella del 14 luglio al Postepay Rock in Roma e, come è facile intuire, non in senso meteorologico. Due gruppi differenti, ma che hanno sempre proposto al loro pubblico performance molto adrenaliniche ed originali.

Da una parte i Verdena Alberto Ferrari, Luca Ferrari e Roberta Sammarelli– un gruppo ormai ventennale, con sei album all’attivo, di cui l’ultimo Endkadenz Vol. 1 uscito il 27 gennaio 2015 ed anticipato dal singolo Un po’ esageri. Ed è di poco ore l’annuncio dell’uscita della seconda parte dell’album, Endkadenz Vol. 2, prevista per il 28 agosto. Un gruppo considerato tra i più interessanti della scena alternative, che ha calcato molti palchi e che ha sempre avuto un proprio seguito, abbastanza nutrito. L’ultima volta a Roma, il 9 marzo di quest’anno, avevano registrato una data da sold out all’Atlantico  Live. Insomma, i Verdena non sono di certo un gruppo che ha bisogno di presentazioni, come pure ormai cominciano a non averne bisogno i Fast Animals and Slow KidsAimone Romizi (chitarra, voce, percussioni), Alessandro Guercini (chitarra), Jacopo Gigliotti (basso) e Alessio Mingoli (batteria e seconda voce)- che ormai contano quattro album all’attivo di cui  l’ultimo, Alaska, uscito nel 2014.

Ma i FASK a presentarsi ci pensano da soli: “Salve a tutti, noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia”, la frase che il cantante ripete all’inizio e alla fine di ogni concerto. E se non bastasse anche la loro musica diventa, poi, un ottimo biglietto da visita. Salgono sul palco e non si lasciano spaventare dal fatto che è “il palco più grande su cui abbiamo mai suonato”, come confessano durante il live. Sarà però il grande carisma di Aimone, che coinvolge e gioca con il pubblico con naturalezza e sfacciataggine; sarà quella batteria incalzante che non dà un attimo di respiro, con il suo groove magistrale; sarà il basso potente che rende il sound originale ed unico, con un tocco che fa davvero la differenza; sarà tutto ciò ed anche molto altro, ma la band non dimostra titubanza e realizza una performance rock degna di questa grande ed importante location. Il pubblico – per tutta la serata non molto numeroso, per la verità- si scatena e viene rapito dal gruppo, accetta la sfida e gioca con loro, cantando le canzoni e sputando sangue con il gruppo. Come quando il cantante li fa dividere in due, come separati da una immaginaria linea di confine, li schiera come due eserciti e li fa combattere al suono della loro musica.

Un pubblico già bello carico, dunque, attende impaziente i Verdena, che salgono sul palco per una performance che per più della metà è molto elettronica, con synth, suoni e chitarre distorte. Un po’ diversi dai “vecchi Verdena”, ma che riescono comunque a realizzare un live interessante. Va però detto – e molto a malincuore- che la performance non è stata fra le migliori del gruppo. Un’acustica che restituiva dei suoni un po’ appiattiti su di loro e alcuni errori tecnici non l’hanno resa impeccabile. Sicuramente l’aspettativa era alta per un gruppo che si è sempre distinto per la qualità dei propri live e che ha spesso coinvolto il pubblico, emergendo prepotente sulla scena alternative per la loro identità forte, il loro sound preciso ed originale.

Comunque un bel live, che è riuscito a coinvolgere il pubblico e che soprattutto sulla parte finale ha regalato momenti intensi, fatti di tanta grinta ed energia. Non i migliori Verdena di sempre, dunque, ma comunque un gruppo che ogni volta che sale sul palco fa la differenza e riesce a creare performance significative e memorabili.

 

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