Sono davvero una sorpresa i Subsonica a Umbria Jazz? Certo che no. Anche se la distanza dal jazz del gruppo torinese è da vertigine, è anche vero che è ormai tradizione del festival umbro (sono del resto passati quasi trent’anni dallo storico concerto di Sting con Gil Evans & Orchestra) non solo di offrire proposte musicalmente anche molto diverse tra loro, ma anche di osare, sperimentando collaborazioni ed accostamenti, almeno apparentemente, impensabili. Ed anche in questo caso l’esperimento è riuscito.

Samuel & Co. non solo, come prevedibile, hanno fatto cantare, saltare e ballare in formazione “standard”, ma hanno anche entusiasmato quando il palco si è arricchito della sezione fiati costituita da Flavio Boltro, Emanuele Cisi e Mauro Ottolini, infiammando il pubblico come con Discolabirinto.

E, quando dopo mezzanotte al teatro Morlacchi risuonano le atmosfere eteree di Brad Meldhau, al Santa Giuliana il pubblico (quello degli “allenati”) si sta ancora consumando in un misto di sudore e adrenalina, mentre l’arena trema sotto l’energia dei Subsonica.

(Il concerto era stato aperto dai Barber Mouse, ai quali Samuel si è unito per alcuni brani).

(La scaletta del concerto: Colpo di pistola, Lazzaro, Attacca il panico, La glaciazione, Nuvole rapide, Nuova ossessione – L’ultima risposta – Up patriots to arms, Una nave in una foresta, I cerchi degli alberi, Di domenica, Funkstar, Jungla nord, Discolabirinto, Strade, Specchio, Veleno, Depre, Liberi tutti – Il diluvio – L’errore – Piombo, Preso blu, Tutti i miei sbagli)

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