Che fosse il concerto estivo più atteso del festival Rock In Roma lo si sapeva da tempo. Quindi non ci hanno stupito le 35.000 persone che sin dal mattino presto hanno presidiato l’Ippodromo delle Capannelle, per l’unica data italiana di una tra le band rock più amate. Un’apertura anticipata dei cancelli, ha fatto in modo di avere un flusso costante di persone che si sono posizionate in diverse aree dell’Ippodromo. Non c’è omogeneità nel pubblico: diverse generazioni sono presenti in questa afosa serata capitolina, tra cui anche molti bambini (che sono più eccitati di alcuni adulti) e altri che sono ancora incerti sul nome dei componenti.

Il compito arduo di aprire la serata e intrattenere il pubblico prima delle fatidiche 21.45, tocca ai Nothing But Thieves, anch’essi britannici, e che hanno mosso i primi passi all’interno del settore radiofonico con Itch, uscendo così dall’anonimato e iniziando a conquistare la loro fetta di fan. Il sound, l’estensione vocale del giovane cantante Conor Mason e la scelta del falsetto in alcuni brani, ricorda forse un po’ troppo il frontman degli headliner. Tutto sommato però ci fanno passare una piacevole oretta.

Le lancette segnano le 22.00 passate quando le luci si spengono e il vocione del sergente risuona nell’Ippodromo. Un piccolo ritardo che non ha fatto altro che accrescere l’attesa, che si libera con un’ovazione quando il trio di Teignmouth sale sul palco. Lo spettacolo ha finalmente inizio!

Sono passati due anni da quando hanno calcato il suolo romano e poco più di un mese dall’uscita della loro ultima fatica, Drones, il settimo album. Non propriamente ben accolto dai fan più accaniti, ma che in questa serata non trova affatto disagio. Infatti, Psycho riscuote l’approvazione del pubblico. Ovviamente non potevano mancare brani di un certo carico e affezione, come Plug In Baby, Hysteria e Time Is Running Out.

Bellamy non si risparmia sul palco e con un mood da rock inside, mantiene il palco con una potenza per molti insperata, suonando in ginocchio, con la chitarra dietro la nuca, mantenendo vigile costantemente l’attenzione del pubblico, giocando con noi che pendiamo dalle sue corde, facendoci rabbrividire con i suoli assoli. Tra chitarre glitterate e bassi illuminati, non manca certo un momento tutto dedicato a Howard: lui sì che si è fatto sentire. Ci avevano promesso di tornare alla musica “suonata”, di farci vivere nuovamente il vero rock. E noi adoriamo chi mantiene le promesse!

Un’escalation di suoni, luci e colori, che hanno fatto di tutto tranne che rendere lo spettacolo spento e statico. Sicuramente per chi era presente al The 2nd Law Tour, ricorderà la scenografia esplosiva. Qui invece abbiamo avuto degli effetti più easy, come il lancio di enormi palloni neri con cui il pubblico si è divertito a giocare e il lancio sulle note finali di Mercy di coriandoli rossi e bianchi e stelle filanti, che hanno incorniciato il palco per il brano finale, Knights of Cydonia, con il quale Matthew Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme ci salutano, lanciando le bacchette del batterista e i plettri tra il pubblico.

Un piccolo ricordo per una grande serata.

Prossimo appuntamento al PostePay Rock In Roma è per domani, lunedì 20, con i Subsonica. Vi aspettiamo.

Set list:
[Drill Sergeant]
Psycho
Supermassive Black Hole
The Handler
Plug In Baby
Uprising
(Extended outro)
Dead Inside
Interlude
Hysteria
(Heartbreaker riff + Back In Black riff outro)
Munich Jam
Citizen Erased
Apocalypse Please
Supremacy
Starlight
Time Is Running Out
Reapers
Encore:
Madness
Mercy
Knights of Cydonia (Intro by Ennio Morricone)

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