40 anni di sezione italiana di Amnesty International.

Un compleanno importante quello che si è festeggiato ad Eutropia Festival 2015, il cui palco ha ospitato la festa in onore di un’organizzazione che si occupa della tutela dei diritti umani e lo fa attraverso la presenza e la lotta attiva sul territorio, lo fa “mettendoci la faccia” ogni giorno.

“I compleanni si festeggiano in famiglia e famiglia vuol dire condividere valori. Per questo stare qui con i Modena è così importante per noi”, questo ricorda la portavoce dell’organizzazione prima del concerto e per spiegare il perché della presenza dei Modena City Ramblers per l’occasione. Chi, però, li conosce bene sa che il gruppo ha dedicato tutta la propria carriera alla sensibilizzazione sui temi dei diritti umani, quei diritti riconosciuti inviolabili da tutti ma che troppo spesso non vengono tutelati. E prima di fare festa si ricorda proprio che nel nostro paese tanta è la strada che ancora c’è da fare perché non esiste ancora, ad esempio, una legge contro l’omofobia e qualcuno pensa che essere omosessuali sia “una malattia che potrebbe essere curata con un po’ di impegno”. Senza contare, poi, la tematica dell’immigrazione e dell’accoglienza. Insomma, tante cose da dire e da ricordare, tra cui che è importante impegnarsi, diventare soci, firmare petizioni per creare un gruppo nutrito di persone che possa fare pressione su determinati temi e cambiare realmente le cose. “Ci trovate in giro, dove vedete il giallo siamo noi!”. Un grazie generale ai presenti e si comincia con le festa.

Sul palco i Modena City Ramblers, il loro folk e le sonorità irlandesi tipiche del gruppo fanno esplodere il pubblico fin dalla prima canzone. E nonostante sia una festa, non mancano le tematiche umanitarie, tanto che il gruppo ricorda subito che “Siamo tutti quanti clandestini, siamo stati tutti clandestini con la valigia di cartone a cercar fortuna in America, ma ce lo siamo dimenticato!”. Un concerto all’insegna dell’impegno sociale e politico, come sempre capita per il gruppo, ma questa volta –se possibile- è tutto più sentito proprio per il compleanno di Amnesty International, a cui il gruppo augura di non esistere più fra 40 anni perché la speranza è che per allora i diritti umani non debbano più essere difesi, ma siano riconosciuti a tutta l’umanità. E sicuramente, in questo senso, il gruppo ha sempre dato il suo personale contributo, riuscendo con la propria musica a farsi portatore di valori forti e cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica. Tant’è che una delle loro canzoni, Ebano, nel 2005 ha vinto il Premio Amnesty Italia, un riconoscimento conferito a quegli artisti che abbiano pubblicato canzoni il cui testo possa contribuire a sensibilizzare alla difesa dei diritti umani. Canzone che viene cantata durante il concerto –come non potrebbe?- insieme ad altre vecchie e nuove, come I Cento Passi o Ninna Nanna, con cui chiudono il concerto e danno la buonanotte a tutti.

Un percorso di vicinanza continua ed impegno quello che lega i MCR all’organizzazione e che nella serata di domenica viene portato sul palco in tutto la sua bellezza. Un concerto sentito, che va oltre il semplice fare musica, ma c’entra di più con un sentire comune, che unisce sotto una bandiera che è quella dell’uguaglianza e della speranza in umanità migliore. Ed anche noi facciamo i nostri migliori auguri ad Amnesty International e ci sentiamo di dir grazie ai Modena City Ramblers, per l’emozionante serata e la buona musica, quella di domenica e quella di tutti questi anni.

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