Forse il Piper Club un concerto del genere non l’ha mai visto. Se dovessi trovare una sola parola per riassumerlo quella sarebbe di sicuro energia. Sì, perché andare ad un concerto dei Linea 77 significa non avere mai un secondo per riprendere fiato, vuol dire saltare anche quando non si hanno più forze, è l’impossibilità assoluta di assistere passivamente.

Insomma, il palco del Piper non ha avuto un attimo di pace, a partire dai gruppi di apertura che hanno aperto il concerto più che bene.

La performance di ieri dei Linea 77 si è svolta nell’ambito del LazioWave Festival, un festival musicale in cui le band indipendenti che vi prendono parte hanno la possibilità di condividere il palco con i big della scena musicale contemporanea.

In quest’ottica il concerto è stato aperto da due gruppi: i Madreperla e i Losers Come From Above.

I primi a salire sul palco sono stati i Madreperla, una rock band attiva sulla scena indipendente romana dal 2006.

La band, composta da Fabio Prevedello Gorgoni, Teo Pizzolante, Giuseppe Nobile e Andrea Del Vecchio, è riuscita ad infiammare gli animi con il suo rock grintoso ed aggressivo. Quel rock in cui la cassa della batteria ti suona nel petto, dal sound forte, coinvolgente, deciso. Una band, insomma, che con il suo live ha instillato in molti dei presenti la voglia  e la curiosità di ascoltare il nuovo disco “Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti”.

Poi è la volta dei Losers Come From Above, una band eccentrica e originale che nasce nel 2011. I quattro membri della band – Giordano Jurgen Muraglia (basso e voce), Andrea Uzzo Bianchi (chitarra), Stefano Exte Antonelli (chitarra),  Andrea Pupi Merli (batteria) – salgono sul palco indossando delle tuniche rosse e nere ed occhiali da sole, riuscendo ad incuriosire tutti già dal primo momento; suonano un rock spontaneo, che cattura e diverte, anche in questo caso un sound aggressivo.

Due band di apertura che riescono a tenere bene il palco e a prepararlo egregiamente all’arrivo dei Linea 77, di quelle che ascolti con piacere nonostante tu sia lì per un altro concerto; che non ti fanno pesare l’attesa del big, ma che forniscono l’atmosfera adatta, caricano la folla. In sostanze di quelle che non ti permettono di pensare a chi verrà dopo, ma ti fanno apprezzare la bellezza della buona musica live.

Le band escono di scena. Il palco viene preparato ad accogliere i Linea 77 e, dopo un’attesa trepidante, nel silenzio generale si odono le parole dell’ultima intervista di Mario Monicelli, uno dei più celebri registi italiani; le stesse parole che hanno ispirato il titolo dell’ultimo album della band La speranza è una trappola, uscito nel 2012.

“La speranza di cui parlate è una trappola, una brutta parola, non si deve usare. La speranza è una trappola inventata dai padroni. [..] Mai avere speranza! La speranza è una trappola, una cosa infame inventata da chi comanda.”

 

Entrano i Linea 77 ed è come vedere una bomba esplodere sul palco, che libera energia e fuoco, distrugge tutto e tutti. E le fiamme raggiungono il pubblico perché nel giro di pochi secondi tutti sono in delirio e vengono trascinati dall’energia che emana dal palco.

Come molti sanno, i Linea 77 sono un gruppo nu metal che nasce a Torino nel 1993. Agli esordi si ispirano ai Rage Against The Machine  e ai CCCP Fedeli alla linea, ma riescono immediatamente a ritagliarsi una propria dimensione diventando fra le band più rilevante del panorama rock italiano di ieri e di oggi. L’attuale formazione – Nitto (Nicola Sangermano), Dade (Davide Pavanello), Tozzo (Christian Montanarella), Chinaski (Paolo Pavanello), Maggio (Fabio Zompa) e Paolo (Paolo Paganelli) – è il risultato di un recente cambio di line up, dovuto ad divergenze artistiche con Emi, voce del gruppo fin dagli esordi.

Nonostante ciò, la musica della band non perde in autenticità e mantiene il suo sound inconfondibile, che sicuramente ha subito un’evoluzione rispetto agli esordi, allontanandosi un po’ dal nu metal ma senza mai perdere la propria identità.

Il concerto si apre con Il veleno, singolo estratto dall’ultimo album, del 2012, La speranza è una trappola, e subito il pubblico esplode insieme ai Linea 77, salta, urla e canta. Un scarica di adrenalina percorre la sala e nessuno può rimanere indifferente; poi segue Sempre meglio, dell’album Horror Vacui, Evoluzione da Available for Propaganda e La speranza è una trappola, dall’omonimo album.

Inizia l’intro di 66(diabolus in musica), dall’album Numb, in cui il brano è registrato in collaborazione con i Subsonica. Il concerto assume toni intimi e Nitto chiede se fra il pubblico c’è qualcuno disposto ad interpretare la parte di Samuel con lui. Un fan sale sul palco e l’atmosfera si trasforma, diventa simile a quella di una festa fra amici, una jam session a cui tutti possono prendere parte, tanto che i Linea 77 rinnovano a tutti l’invito a sentirsi liberi di salire sul palco a cantare con loro in ogni momento. Il concerto procede in un crescendo di carica ed energia. Non ci sono momenti di respiro e non ci si può rilassare, ci si dimentica della stanchezza, nessuno distoglie mai lo sguardo dal palco che diventa il centro del ciclone, in cui tutti vengono scaraventati a destra e sinistra, lanciati in alto per poi tornare giù, ad una velocità impressionante.

Durante il concerto, come era già stato annunciato, viene cantato anche il singolo L’’involuzione della specie, che anticipa l’uscita del nuovo disco C’eravamo tanto armati, prevista per i primi mesi del 2014. “Io sono stato abituato a non fidarmi di te, a rispettarti solamente se rispetti me, a cercare di fottere il prossimo il più possibile, specialmente se è più fragile di me. E se tanto mi dà tanto è così che va da quando esiste l’universo. E di chi cerca di cambiare non mi fido, e alle tue rivoluzioni non ci credo” recita il testo della canzone. Un brano dal testo forte, impegnato, che fa emergere una profonda sfiducia nei confronti dell’epoca contemporanea, interpretando bene gli umori della società e facendo immaginare un disco impietoso e crudo, accompagnato da un sound che non lascia neanche esso scampo, risoluto e penetrante. Un pezzo disilluso, che sfata i miti e le tendenze della società attuale e che lascia un senso di amaro in bocca, lo stesso di una verità scomoda scoperta per caso.

Il concerto si chiude con la band che annuncia il loro distaccarsi dalla storica etichetta discografica che li ha accompagnati per vent’anni per divergenze artistiche, a cui dedicano il brano Fantasma, brano dell’album Numb.

Quando la band esce di scena, si rimane con la voglia di vederli ancora, con la speranza che non sia la fine e che presto tornino fuori per un bis inatteso.

Un concerto dei Linea 77 è paragonabile a fare bungee jumping: ti butti, l’adrenalina sale, cadi veloce e un po’ hai paura di non farcela, senti l’energia crescere dentro di te, ti senti pieno di vita, sfidi la morte e, alla fine, quando torni su, resta solo la voglia di buttarsi di nuovo; perché lo sai che una sensazione del genere si prova poche volte nella vita.

Si ringrazia il Piper Club e il managemente di LazioWave per la gentile ospitalità

Track list:

Il veleno
Sempre meglio
Evoluzione
La speranza è una trappola
66 (diabolus in musica)
Un uomo in meno
Moka
La caduta
L’involuzione della specie
Mi vida
Inno all’odio
Il mostro
Fantasma

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