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Silenzio, buio, raccoglimento, se non si avesse la certezza di essere all’interno di un palazzetto sembrerebbe di essere pronti ad un incontro ravvicinato del terzo tipo. Sta invece per iniziare una messa (pagana), i droni si illuminano ed iniziano a fluttuare per accompagnarci in questa dimensione intensa, di riflessione. Ed ecco che con i primi cinque minuti i Muse svelano di nuovo la loro anima, la loro dimensione, ci si vuole senz’altro divertire, ma anche dire qualcosa in più.  È evidente il ritorno ad un tipo di spettacolo più minimalista, lontano dai fasti dell’Olimpico che aveva dovuto segnare il raggiungimento del mainstream e di alti livelli di fama. Le date del tour sono comunque tante e quasi tutte sold out, per i fan di vecchia data la scaletta potrà anche far storcere il naso, ma non il concept dello spettacolo. Per questo le critiche negative che potrebbero arrivare diventano superflue, il Drones Tour mette in scena la necessità continua di richiamare la nostra attenzione sulla fruizione delle notizie attiva e non passiva, sulla necessità di porsi domande e non accontentarsi di facili risposte, perché tutto è diventato ormai troppo subdolo. Quale mezzo migliore per cercare di imprimere tutto questo nella mente delle persone se non veicolandolo attraverso la musica, in questo caso una musica eseguita in maniera così chirurgica?

I Muse non sono certo nuovi a questo tipo di messaggi, però anche qui è apprezzabile la discrezione con cui li emettono, il modo in cui li collocano nelle sedi giuste, come i loro concerti appunto, e non diventando bandiere umane per il mero tornaconto della loro immagine.

PSX_20160513_215601Il palco questa volta è studiato per la fruizione a 360 gradi, megaschermi e tutti gli altri accessori che scoprirete completano un quadro decisamente studiato con grande cura in ogni dettaglio, perché soprattutto oggi il concerto deve valere il prezzo del biglietto, e i Muse oltre a saper “valorizzare”sanno anche come rispecchiare perfettamente lo spirito del nostro millennio, ne sono forse i rappresentanti più calzanti quando si tratta di dargli voce.

Non vi spoileremo davvero lo spettacolo, non alla vigilia delle date italiane, ma sappiate che ogni giorno ci sono variazioni significative sulle scalette, e che tutto può diventare una sorpresa, per cui andateci senza nessun preconcetto ma soltanto con il desiderio di essere catturati e accuditi per una sera da questi droni, perché come tutte le creature tecnologiche possono sembrare fredde ma in realtà sono li, in questa occasione, per vegliare un pochino sulla nostra indipendenza intellettuale.

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