Mercoledì 26 agosto, Roma.

È un tour mondiale quello che stanno portando avanti i Tame Impala, e finalmente tocca l’Italia   in tre tappe.

Al PostePay Rock in Roma è andato tutto secondo i migliori pronostici.
Nicholas Allbrook, ex membro della band, ha aperto il concerto, da solo sul palco con la sua chitarra, energico e naïf, senza abusare del tempo.

Poi arrivano loro, dalla lontana Australia, a ricordarci quanto può essere bello e contemporaneo il rock psichedelico.

Dopo una breve introduzione, i Tame Impala partono subito nel migliore dei modi con il singolo Let It Happen. E poi via in un vortice audiovisivo tra colori sgargianti, melodie raffinate e sonorità dirompenti, il tutto fuso alla perfezione.
Non sono mancati i brani più desiderati dagli album precedenti (InnerSpeaker, 2010; Lonerism, 2012), come Mind Mischief, Why Wont they talk to me?, Apocalypse Dreams, It is not mean to Be, Alter Ego, Nothing That Has Happened So Far Has Been Anything We Could Control, Feels Like We Only Go Backwards e Elephant su tutte. Siamo stati sedotti anche dai ritmi spesso sinuosi dei brani tratti dall’ultimo album (Currents, 2015), che dal vivo hanno acquisito un innegabile valore aggiunto, come The Moment, The Less I Know The Better e Im a Man.

La band, capitanata dall’impeccabile Kevin Parker, continua a produrre un genere all’avanguardia, figlio dell’elettronica. Si è visto bene ieri sera, con uno spettacolo totale senza sbavature, fatto di sound impeccabile, di luci perfette, e con visuals psichedelici e luminosi, nel pieno stile a cui ci hanno abituato i Tame Impala con gli artwork dei loro album e le grafiche dei video.
Dovrebbero esserci più concerti di questo tipo.

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