Luca Carboni si è esibito lo scorso 14 settembre nel comune di Cerreto Laziale in provincia di Roma nel corso della serata inaugurale della locale festa in onore della Madonna delle Grazie. L’artista bolognese ha tenuto un concerto di quasi due ore nel corso delle quali sono stati eseguiti tutti i grandi successi di trent’anni di carriera sempre vissuta ad altissimi livelli. In una serata gelida che anticipava l’imminente arrivo dell’autunno, tanta, davvero tanta gente é venuta da ogni dove ed ha gremito Piazza Marconi, sede del concerto e fulcro centrale dello svolgimento dell’intera festa. Luca, vanta ancora un fedelissimo seguito: la prima fila era tutta per il fan club inossidabile, che segue il suo beniamino un po’ da per tutto. Molti quelli venuti anche da lontano: da Siena, da Ancona, da Perugia, da Bologna. Luca ha saputo regalare ancora una serata di intense emozioni. “La Mia Città”, pezzo tratto dal fortunatissimo album “Carboni” del 1992 è il primo brano che apre il concerto. L’artista come sempre limita la conversazione con il suo pubblico al minimo indispensabile. Non ama molto parlare, se non di cose alle quali veramente tiene, come nel caso in cui prima del brano “La Mia Ragazza”, parla della nascita di suo figlio. Carboni sintetizza molto il suo rapporto con i fan attraverso le sue canzoni, che parlano spesso di lui, ma molto spesso anche per lui.

Il momento più bello del concerto è sicuramente quello quando si confida con il pubblico dicendo di essere “grato di non essere stato mai abbandonato e di provare sempre un forte responsabilità nei confronti della gente”. Un momento di sincero feeling, che l’artista ripaga a modo suo, raccontando la sua vita e la sua storia musicale con la sequenza di tre dei brani più amati dalla gente: “Fragole Buone Buone”, “Silvia Lo Sai…” e “Farfallina”, alla quale fa seguito “Mi Ami Davvero”, una bellissima ballata d’amore, scritta nel 2001 e presente nell’album “LU*CA” dello stesso anno. Tutti si aspettavano, ad un certo punto, il brano “Fisico & Politico”, che attualmente sta spopolando nelle radio e che vede la partecipazione di Fabri Fibra, o qualche chicca sugli altri due inediti del suo ultimo album che festeggia i trent’anni di attività artistica. Ma Luca Carboni non concede questa soddisfazione: parla di questi tre inediti ma non li esegue. Preferisce affidarsi all’effetto amarcord che viene spesso sapientemente scatenato dai suoi brani più belli. Del resto, i brani più attesi e cantati sono sempre quelli: “Le Storie d’Amore”, “Silvia Lo Sai…”, “Farfallina”, “Ci Stiamo Sbagliando”, “Vieni a vivere con me”. E naturalmente a concludere c’è sempre lei: “Mare Mare”.

Luca Carboni, si è detto molto soddisfatto dell’accoglienza di Cerreto Laziale e del calore del suo pubblico. Contento di aver conosciuto questo posto e di proseguire questo tour a conoscere nuovi posti e a far conoscere questo suo ultimo lavoro discografico. Tre parole per descrivere la sua performance: essenziale, sobria e schietta. Essenziale in quanto, Luca misura gli interventi, lascia spazio alla musica, mantiene una presenza sul palco pacata e composta, dà il suo generoso spettacolo senza ricorrere a stratagemmi scenici e la sua band mantiene il suo ruolo senza eccessi di protagonismo di qualche elemento, come spesso accade in qualche band di accompagnamento dei grandi cantanti e molti turnisti arrivano ad essere essi stessi delle star. Sobria anche nel rispetto del posto, con un volume alto ma non eccessivo.

Alla fine nemmeno le luci si potevano definire degne di uno spettacolo di un artista del suo livello: poche e scarse; quasi assenti i laser ed i giochi luminosi. Schietta perché Luca ha cantato veramente con il cuore, e quel poco che ha detto tra un brano ed un altro, l’ha sentito dal profondo dell’animo. Ha cantato insomma per i suoi fan. Per chi lo ama da sempre e non lo ha mai tradito. Sapendo fare di un grande concerto in una piazza pubblica, un momento di profonda intimità e lasciando che la sua intimità si confondesse con quella di tanta altra gente li, che lega ogni sua canzone ad un ricordo speciale della sua vita e della propria spensierata adolescenza. Non c’è che dire: “Bravo Luca! Trenta ancora di questi anni di carriera!”

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