Ne sentivamo la mancanza!

Dopo l’anticipazione con il singolo James Douglas Morrison, finalmente l’11 Marzo è uscito il nuovo disco del Management del Dolore Post-Operatorio (ufficialmente il terzo, ufficiosamente il secondo), presentato in anteprima alla Feltrinelli di via Appia (Roma): McMao. E proprio Roma, lo scorso 12 Marzo, ha ospitato la prima data del nuovo tour.

Per molti, questo live è stata la prima occasione per ascoltare i nuovi brani ( e vista la fila che si è creata alla fine del concerto vicino al banchetto del merchandising , crediamo proprio che siano piaciuti a tutti e che molti ragazzi si siano aggiunti alla schiera di fan già consolidati, che sin dal tardo pomeriggio hanno riempito il Planet).

È cresciuto il quartetto di Lanciano (quintetto durante i live) composto da Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarre, synth e cori), Nicola Ceroli (batteria e cori) e Luca Di Bucchianico (basso). Testi profondi ed introspettivi, che rispecchiano la malinconia della nostra società.

Che sarebbe stato un concerto/disco-capolavoro lo si intuiva già dalla copertina e dalle opere di Giuseppe Veneziano, che amichevolmente ha permesso di “esporre” alcune delle sue opere sul loro album. Il tutto ben supportato dalla carica di Luca che, facendosi beffa dell’intossicazione alimentare che ha colpito lui e la band qualche giorno prima del live, ha donato ai tanti fan un live in perfetto stile Management: energico, euforico, adrenalinico, saltato, pogato, sudato, insomma semplicemente imperdibile!

La serata ha avuto inizio poco prima delle 23.00, anche se il faccione del McMao ci ha guardato e tenuto compagnia per l’intera attesa. I ragazzi entrano in scena sprovvisti della loro caratteristica divisa (eccezion fatto per Marco che ne indossa i pantaloni e Di Bucchianico che invece ne porta la camicia), infatti vediamo per la prima volta Luca in jeans e scarpette da ginnastica: decisamente un look più comodo per saltare da un lato all’altro del palco, per cimentarsi in ripetuti e ben fatti crowd surfing e per cantare in mezzo al pubblico.

Stasera ne abbiamo sentite di nuove e di vecchie. Si è partiti con Il Cinematografo:

“I film italiani erano il mio vanto

Ma adesso fanno pena quasi tutti quanti!”

Chissà se lo pensano anche de La Grande Bellezza (in seguito lo scopriremo!). Si prosegue con La Scuola Cimiteriale, Nei Palazzi, Marilyn Monroe, Hanno Ucciso Un Drogato, La Rapina Collettiva e Coccodè, brano che vede la collaborazione di Lorenzo Kruger dei Nobraino e che contiene una forte provocazione. Prima di iniziare la canzone, Luca esordisce dicendo che le cose belle della vita dobbiamo trovarle da soli, che solo noi abbiamo la possibilità di intravedere il bello delle cose e “Abbasso l’università!”. Quest’affermazione ha lasciato un po’ di perplessità, ma ascoltando in brano ne abbiamo poi capito il senso:

“Il posto più pericoloso non è Baghdad

Il più pericoloso è il cesso dell’università (…)

Perché l’educazione non la impari da un libro

E se per caso mi condanneranno a leccare le chiappe agli dei

Prenderò a morsi ogni culo del cielo:

mi piace il sapore dei guai!”

Si prosegue poi con La Pasticca Blu (brano uscito come singolo dopo Auff! e contenuto ora in questo disco): un invito a far ammosciare tutto, ma mai l’amore.

Pornobisogno, James Douglas Morrison, Oggi Chi Sono, Irreversibile, Requiem Per Una Madre (commovente brano che Luca ha dedicato alla mamma che purtroppo non c’è più) e Il Numero Otto (anticipato da una storiella sul senso della vita; il nonno di Luca nel bagno si tolse un dente con forza: “Questo è il senso della vita. L’hai capito?”, ma Luca non capì; poi il nonno morì e non ebbe più modo di spiegarglielo. Ed è per questo che il Management della vita non ha capito un caxxo!) segnano la fine della prima parte del live. Una breve pausa e di nuovo in scena per Il Cantico delle Fotografie, Norman e Auff!

Si conclude così uno tra i live più attesi della new generation previsti nella realtà romana.

A fine concerto abbiamo avuto modo anche di scambiare due chiacchiere con Luca. Questa però è un’altra storia e verrà narrata in seguito.

“E se scattassi una foto

La mia paura sarebbe questa qua:

immortalare un momento sbagliato di eternità”.

Ma qualsiasi immagine sia stata catturata in questa serata, siamo certi che meriti di essere ricordata…per sempre, anche se “per sempre è una promessa interessante se non fosse per l’intoppo di durare un poco troppo”.

Ringraziamo l’organizzazione e il Planet per la gentile ospitalità.

 

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