God is an astronaut fanno tappa all’Orion di Ciampino per l’ultima delle tre date italiane del loro tour (prima di quella del 7 maggio a Roma ad ospitarli erano state le città di Milano e Bologna).

Le date live dei God is an astronaut sono legate alla promozione di Epitaph, ultimo e ottavo album della band uscito il 27 aprile, che si aggiunge alla già ricca discografia del gruppo.

Il gruppo è senza dubbio una delle realtà più importanti del post-rock e sicuramente tra quelle di riferimento perché la band irlandese dal 2002 ad oggi ha saputo ritagliarsi uno spazio ben preciso nel panorama variegato di questo genere musicale.

Nonostante una carriera ormai decennale e le diverse sonorità attraverso cui il gruppo è passato negli anni, i God is an astronaut fanno del loro suono un vero e proprio marchio di fabbrica, con atmosfere inizialmente lente e malinconiche che nel giro di un arpeggio sanno diventare potenti e dirompenti.

Chi conosce il gruppo sa bene che il loro suono è di una complessità davvero sorprendente e che ogni nota o rumore all’interno dei loro brani sembra essere scelto con una precisione quasi matematica.

Nonostante la grande cura nella scelta dei suoni, il gruppo non perde certo di emozionalità e sa regalare live intensi che trasportano il pubblico in una dimensione totalmente altra rispetto alla realtà, fatta di atmosfere sognanti e battiti accelerati.

Durante la serata all’Orion trovano spazio sia i nuovi brani tratti da Epitaph, sia i pezzi storici del gruppo, tra cui The End of the Beginning – brano che dà il titolo al primo album del gruppo -, All is Violent, All is Bright e Forever Lost.

Il gruppo cattura letteralmente il pubblico e lo accompagna mano per mano in un viaggio quasi mistico attraverso la loro musica, che sa far provare le più svariate emozioni: dalla dolcezza, alla nostalgia, alla carica adrenalinica. Il loro più grande merito, a mio avviso, sta davvero nella capacità di muovere uno stato d’animo nel giro di un secondo portando dal torpore trasognante che fa ondeggiare le teste lentamente alla violenza dirompente delle stesse che si agitano senza sosta.

Prender parte ad un loro live, dunque, comporta l’abbandonarsi gradualmente alla loro musica, immergendosi totalmente nelle atmosfere che sono capaci creare fatte di synth, voci quasi sussurrate, arpeggi di chitarra dilatati e groove che sanno essere tappeto o protagonisti in momenti diversi della canzone.

I  God is an astronaut sono un gruppo da cui difficilmente si può prescindere nel proprio percorso di avvicinamento al genere post-rock, ma sono anche una band che merita un ascolto da chi è amante della musica perché la loro cura del suono, la loro capacità di trasmettere delle emozioni genuine e anche le loro performance live li portano automaticamente ad un altro livello musicale.

E se Dio è un astronauta, i God is an astronaut sono la navicella spaziale che ti porta in orbita e te lo fa incontrare.

 

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