Dopo cinque giornate si conclude il GO DAI Festival, nell’accogliente spazio dell’Angelo Mai Altrove occupato, che per la serata finale vede come direttore artistico il carismatico Manuel Agnelli.

I cinque grandi “GO DAI“ (terra, acqua, fuoco, aria e vuoto) nella filosofia giapponese sono gli elementi. Da qui nasce l’idea di questo coinvolgente festival in cui ciascuna serata è stata la rappresentazione di una chiave espressiva differente.
Cinque elementi, cinque serate, cinque proposte musicali, cinque speciali direttori artistici:
Fritz da Cat, Enrico Gabrielli (Der Maurer), Roberta Sammarelli (Verdena), Xabier Iriondo (Afterhours), Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori). Cinque diversi viaggi musicali che approdano ad un unico punto di fusione: la grande festa finale.

Eccoci alla sesta ed ultima, il 13 maggio.

La serata inizia con ballerini, installazioni, video e l’armonia fra gli elementi, il tutto sospeso in un’atmosfera davvero coinvolgente. Mentre si attende nel giardino l’inizio delle performance musicali e non, ci passano accanto quasi tutti i componenti degli Afterhours in un clima di piacevolissima condivisione in cui l’attesa diventa un momento di incontro.

Si parte con il duo Alos (Stefania Pedretti) e Xabier Iriondo che esplodono con vigore nel giardino dell’Angelo Mai grazie ad uno spettacolo oscuro e viscerale che dà la sensazione di ritorno ad una primitiva libertà. E poi il trio composto da Manuel Agnelli (pianoforte), Rodrigo D’Erasmo (violino) e Angelo Maria Santisi (violoncello) che in contrapposizione propone in anteprima assoluta ed esclusivamente per il Go Dai Fest un chamber trio estratto dal secondo movimento dell’opera 100 di Schubert. Un momento di totale estasi.

A seguire  un “lucido delirio” del poliedrico Antonio Rezza in una performance teatrale esclusiva, con incursioni, di cui abbiamo apprezzato l’auto ironia, di Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo. Il coinvolgimento del pubblico da parte di Rezza rende come sempre lo spettacolo ancor più imprevedibile ed esilarante.

Ancora I Bachi da Pietra con il loro ultimo straordinario lavoro musicale che si caratterizza per forza e impatto sonoro, e  il djset di Fritz Da Cat .

Un continuo confrontarsi in diversi tipi di arte, la ricerca è sicuramente la costante di questo progetto, tra ricerca e contaminazione.

La serata è stata un rapimento dei sensi, il merito va sicuramente a chi, anche a distanza di anni di carriera non dá nulla per scontato ma sa sempre perdersi, ricercarsi  e rinnovarsi.

Chapeau!

Ringraziamo il management e l’Angelo Mai per la cordiale accoglienza.

 

Comments

comments