Sfidando i funesti presagi di pioggia il circo Zen sbarca a Villa Ada. In un’insolita serata di luglio, umida e fredda, a rompere il ghiaccio ed aprire il concerto al gruppo è Anna Mancini, chitarrista solista, abilissima nel tapping e nelle tecniche di percussione delle corde, sullo stile del grande Don Ross, che si esibisce in una performance completamente strumentale e molto suggestiva.

Dopo la sua esibizione impeccabile è finalmente la volta del gruppo toscano. Accompagnati dai suoni della natura, sia veri che registrati, i fonici completano il loro lavoro ed il pubblico inizia ad assieparsi sotto il palco, raggiungendo i fedelissimi già piazzati lì dalle sei del pomeriggio.

All’interno della cornice naturalistica e selvaggia della Villa capitolina, si staglia l’energia animalesca e primitiva degli Zen Circus, che aprono le danze proprio con il singolo che dà il nome al loro ultimo album, Canzoni contro la natura. Introdotta, come nel disco, dalla voce inconfondibile del poeta Ungaretti, che ci ricorda che: “Ogni uomo è fatto in un modo diverso, nella sua struttura fisica, fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale. Tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura”. L’energia, che scatenano gli Zen sul palco, è contagiosa. Auto ironici, dissacranti, iconoclasti, riescono sempre a trasformare le loro performance musicali in un vero e proprio spettacolo accattivante. Questa è una delle loro peculiarità: saper coinvolgere il pubblico, regalando emozioni ed adrenalina multicolore. La scaletta è un crescendo di energia e ritmo trascinante, che fa scatenare i fan e divertire gli stessi Zen.

Dopo i pezzi più famosi come Vent’anni, I qualunquisti, Andate tutti a fanculo, L’amorale, che suscitano il fervore della folla scatenata, rispolverano anche vecchie glorie del loro repertorio, come Mexican Requiem, dal loro primo album, About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen, memore dei trascorsi in lingua inglese del gruppo. Fa da intermezzo, durante una breve pausa, il tg satirico, Il Lercio, in pieno spirito Zen, una trovata alternativa che viene molto apprezzata dal pubblico. Gli Zen Circus riescono ad unire la potenza della musica rock alla cura cantautoriale nella realizzazione dei testi, sempre ricchi di citazioni, rimandi e temi d’ attualità, che mantengono vivo l’interesse senza mai scadere nel banale.

Tutta la potenza della loro musica esplode, nel vero senso della parola, durante i live, grazie alla loro presenza scenica e il rapporto paritetico e amicale che riescono ad instaurare con i propri fan. Una serata all’insegna della buona musica e del sano divertimento.

Scaletta:

1 Canzone contro la natura
2 Gente di merda
3 Vent’anni
4 Atto secondo
5 We Just Wanna Live
6 Andate tutti a fanculo
7 L’Amorale
8 Vai, vai, vai
9 Vecchi senza esperienza
10 Dalì
11 Qualunquisti
12 Ragazza eroina
13 Figlio di puttana
14 Ragazzo eroe
15 Mexican Requiem
16 Postumia
17 Canzone di Natale
18 L’egoista
19 Viva
20 Albero di tiglio
22 Poliisi Pamputtaa Taas (cover Eppu Normaali)
23 Nati per subire

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