La sincerità e la pulizia di arrangiamento. Ecco quel che mi viene da dire cercando un breve periodo da associare al nuovo disco di GEDDO. Da Albenga al resto d’Italia ma con molto riserbo e in punta di piedi senza insistere troppo, senza spacciarsi per divo e senza fare il gioco delle star e dei rotocalchi. Lo dice a più ripetizioni, in alcune delle poche interviste che ha rilasciato e anche noi ci accodiamo pensando che sia un atteggiamento oltremodo onesto e – paradossalmente – innovativo. Il nuovo disco di Geddo si intitola “Alieni”, un concept sulla vita degli altri, sulla nostra vita, sul quotidiano e questa nuova misura del saper vivere. Detto questo non ci pare poi così tanto assurdo che un artista come lui intraprenda di nuovo il cammino verso la sincerità…

Che cosa significa per GEDDO e in generale fare il cantautore oggi?
Significa essenzialmente parlare di oggi, dell’alienazione moderna e di come cambiamo. Significa avere una passione smisurata per l’umanità, cercare nuovi percorsi nel raccontare e nel raccontarsi. Significa conoscere bene tutta la storia della canzone d’autore e provare a salvare o ad andare avanti partendo partendo da quello che va salvato.

Un disco dal mood sincero e classico. In un momento storico di estreme contaminazioni e rincorsa all’originalità, cosa ti spinge a cercare suoni e arrangiamenti – come dire – classici?
Questo è un disco estroverso. Non cerca nicchie o generazioni di riferimento. Nel mio piccolo voglio opere in cui riconoscermi nel tempo e non legate al suono di oggi che per definizione non sarà quello di domani. Nella mestierabilità difficile del cantautore diventa secondo me essenziale realizzare opere che io possa portare avanti nel tempo. Non ho identificazioni da rincorrere, non ho paura di dire quello che va detto, il trendy non è la mia dimensione.

“Alieni”…ti senti parte di loro?
Alieni siamo tutti e nessuno. Alcune parti della nostra giornata, alcuni ruoli in cui ci costringono però giocano con la nostra umanità anestetizzandola e umiliandola. Pensa alle sensazioni quotidiane di fronte a un tg. Il formalismo si rende invisibile tra le nostre libertà ma è sempre più ossessivo. Nel mare della comunicazione non riusciamo a parlarci. La tecnologia ha effetti collaterali difficili da gestire. Alcuni credono che sia un megafono e vi urlano dentro.

Avevi già pensato al concept di questo disco e quindi hai cercato le canzoni in questa direzione oppure tutto ha preso forma strada facendo?
Io penso a un tema e poi naturalmente nasce tutto strada facendo. Non mi impongo nulla nella scrittura ma se ho una cosa in testa la pallina rimbalza lì. Poi forse parlare di concept è esagerato, direi che ci sono dei temi ricorrenti. Credo infatti che le canzoni siano comunque autosufficienti e ascoltabili anche singolarmente. Adoro scrivere brani che contengano diverse chiavi di lettura.

Qual è il brano di questo disco che ha dato una prova certa che sarebbe arrivato un disco di questo tipo? In altre parole…c’è in uno di questi brani la chiave di lettura del tutto?
Quando scrivi un brano come “briciole” che parla della vita monotona di un anziano capisci che il dado è tratto; che stai entrando in un contesto più ampio della singola canzone e che vuoi parlare davvero di ciò che si ha intorno.

Qualche chicca di produzione? Qualche particolarità? Nei suoni, nella scrittura, nelle scelte?
Beh diciamo che come al solito alcuni brani che avevo inizialmente scartato come “Non dirmelo” e “La ragazza senza dubbi” sono poi diventati brani centrali del disco e dei live. Poi posso dire che all’Hilary studio di Sori l’atmosfera con Rossano Villa e Marco Canepa è sempre stata rilassata e conviviale con lunghi pranzi, discorsi su ogni scibile umano e ospiti a sorpresa. Ci sono stati anche momenti tesi in cui mi sembrava di perdere il controllo di ciò che si stava realizzando ma alla fine sono stra contento. E il live mi dà ragione.

Di 14 tracce…hai lasciato fuori qualcosa?
Sono stato molto produttivo in passato quando paradossalmente non riuscivo a realizzare dischi. Ho un grande archivio di canzoni fatte e quasi fatte e sul tema ne ho scartate almeno quattro. Però non si butta via niente. Le canzoni si assaggiano finché non senti che sono pronte.

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