Dalla BoxTune arriva una proposta interessante che sinceramente già suonava alla mia memoria…ed infatti (non riesco ancora a ricordarne il come) il video di lancio del singolo “Bon Ton” uscito in rete qualche mese fa, lo conoscevo…e mi piacque particolarmente per quel gioco sensuale di raccontare l’omologazione. Oggi a quel video è seguito un intero disco come c’era da aspettarsi…l’energia del rock incontra il design popolare del grande commercio. Di sicuro quella degli Agrado non è un produzione che “spacca” come avremmo detto noi adolescenti degli anni ’90. Ma sono sfumature che risultano evidenti se questo “Gulash” suonasse a fianco al nuovo dei Negramaro o dei Coldplay. Insomma paragoni giganti a parte, dopo “Rumore Bianco” di 5 anni fa, il trio milanese capitanato dalla voce di Omar Russo ci regala il nuovo lavoro che senza mezze misure troviamo maturo e molto poco scontato di quello che al genere pop ormai siamo abituati a rivendicare. Brani come “Una domenica su Marte” o “Dietro a uno specchio” si stampano alla memoria forti di una melodia efficace…brani come “Autostop nonsense” stupiscono per i giochi di dissonanze e cambi armonici che quasi quasi mi riconducono ad una cucina (ho scritto esattamente cucina), mi fa pensare ad una parete di mattonelle bianche tipiche di una cucina, mi fa pensare a Tom e Jerry e, deliri visionari a parte, mi fa pensare al gioco e al nonsense…brani come “Tutto ciò che non conosco” direi che potremmo trovarla in un disco di pop-rap radiofonico e che quindi esce completamente dalle linee guida di tutto il resto e colpisce dritto nel segno: ma occhio, che una simile rivoluzione di stile e di forma è difficile da digerire quanto per tutto un disco ci si è abituati in un certo modo. E sotto sotto…mi si stampano alla mente i Negrita con quel loro rock pulito dai testi seducenti…e qui, paranoie visionarie a parte, non siamo troppo lontani dalla meta. A ruota con “Gulash” cerchiamo qualche bella novità direttamente dalla voce degli Agrado:

Bellissimo lavoro di grinta ed energia. Ma se vi dicessi Negrita, voi cosa mi rispondereste?
“Gulash” è un album dai toni rock e come i Negrita, gli Agrado sono una band che ha visto nascere il proprio sound dalla puzza di muffa delle cantine, dai tanti concerti nei locali e nelle piazze e non dai “talent show ” …

Che poi, giusto per invitarvi a condividere con noi un’analisi, come la loro “Sex” anche voi avete una sensualissima “Violenza blues”.
Probabilmente la vita vissuta, ti porta a condividere situazioni simili. In “Violenza blues” abbiamo cercato di raccontare poeticamente un momento di estasi !

Durante l’ascolto del disco ho avuto spesso l’impressione che il cuore del drumming, in particolare i bassi, venissero meno in momenti di maggiore dinamica. Come per esempio in “Dietro a uno specchio”…
Le prime frasi del testo della canzone “Dietro a uno specchio”, parlano chiaro: “ ho musica semplice che parla di te!” Sono scelte valutate, a volte non immediate ma comunque pensate. Le scelte artistiche sono sempre soggette a critica, giustamente, diciamo che a volte ci troviamo fedeli al modello inglese: less is more !

Si arriva anche alla trasgressione di stile andando a regalarci un brano della migliore tradizione RAP-POP (che quasi quasi starebbe bene in un disco di Lorenzo Jovanotti). Insomma com’è nato “Tutto ciò che non conosco”?
È un brano che fuoriesce da tutti gli schemi di Gulash, che si esprime in una maniera completamente differente. E’ un esperimento che è nato in studio dopo le registrazioni della base del brano; ci piaceva l’idea di mescolare gli “stili” … “Tutto ciò che non conosco” è l’ingrediente aggiunto che non ti aspetti dentro un piatto ricco e speziato.

Elettronica e voci corali. Il design di questo disco da quale idea nasce?
Nasce tutto dalle idee di tre persone che hanno trovato nella musica la giusta espressione del loro pensiero attraverso il confronto, lo scontro e la voglia di non arrendersi. Abbiamo registrato dieci canzoni che esprimono al meglio il nostro concetto di Gulash, un termine che per noi indica libertà !

“Gulash”…mi sono impazzito per cercare una connessione filologia tra questo titolo e l’intero disco. Mi date una mano?
All’epoca di “Rumore Bianco”, un noto discografico italiano, prima di entrare in sala di registrazione ci disse: “mi raccomando ragazzi … ora facciamo una piccola pausa pranzo molto leggera e ci ritroviamo alle 14,00 per iniziare le registrazioni”… Ok perfetto !!! Siamo entrati nel bar accanto lo studio ed abbiamo ordinato tre piatti di un ottimo Gulash !!!
Da qui il nostro concetto di libertà, emozione e ricerca, dove ogni canzone rappresenta un ingrediente del nostro Gulash !!!

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