Sinonimo di quegli anni in cui il bel canto placava gli istinti estetici e si ammorbidiva su arie di acida psichedelia. Di quando anche l’Italia del pop rinasceva dalle demolizioni estetiche della psichedelia. Da Claudio Rocchi a Claudio Baglioni… nel mezzo si respira aria buona di grandi emozioni, intime, soffuse, eteree e figlie di spazi aperti. Giuseppe D’Alonzo ci regala un altro disco dal titolo “Tornerà” in cui non tradisce la scuola pop, da sempre bandiera culturale di questo bel paese. Ma a suo modo rompe i contorni e ce li mostra sfocati suonando con arrangiamenti un po’ analogici e un po’ digitali. Il tutto racchiuso da un disco personale, di vita vissuta, di nostalgie ancora da esorcizzare.

Noi parliamo spesso di rock più per quel certo modo di pensare alla musica che come riferimento al genere stesso. Ecco: quanto “rock” c’è dentro questo tuo nuovo disco?
È vero, infatti, ad esempio, non è sempre necessario fare “rumore” per fare rock. In generale credo che i cantautori mettano davvero tanto della loro sensibilità artistica nei brani che diventano quasi una estensione del proprio modo di comunicare. Facendolo prendono “in prestito” diversi generi musicali, quali ad esempio il rock, il folk il blues etc… e li fanno propri arricchendoli del loro stile, del loro modo personale di cantare, suonare uno strumento e così via. Il risultato credo sia sempre uno strano animale riconducibile in qualche modo a uno o più generi o correnti musicali.
A differenza di una band che può arrivare a sviluppare insieme brani ed avere una connotazione più “canonica” il cantautore mette a nudo sé stesso e la propria personalità,
penso ad esempio a Elliott Smith, Badly Drawn Boy, ma anche Ivano fossati, Vasco Rossi e così via.
Tornando a me credo che in questo disco ci sono brani prettamente cantautorali, come “A Monteverde mai” , “Respiro”, “Tornerà” ma c’è anche tanto rock ad esempio in “Strane Regole” , “in questa caldo Martedì” “ Sei sparita all’improvviso” , “il pensiero Sovrano”… Io amo la chitarra elettrica e amo il blues, ma compongo spesso con la chitarra acustica, per questo le canzoni sono anche ricche di arpeggi acustici e riff, ma l’elettrica ritorna prepotentemente in molti assoli e soluzioni di accompagnamento.

Secondo te il rock è morto? Ascoltando soprattutto il singolo come tante soluzioni di chitarra acustica penso sia molto presente nel DNA di questo lavoro un certo scenario psichedelico o sbaglio?
Secondo me c’è tanta voglia di rock e ci sono molte persone che suonano rock nel mondo. Mi confronto spesso sui social con molti “colleghi” singer/songwriter inglesi e americani che producono ancora tantissima musica rock, anche folk. Come tutte le arti anche la musica segue una sua naturale evoluzione ma credo che i grandi pilastri come il rock, il blues sono ormai immortali. Se vogliamo fare un paragone, un po’ azzardato me ne rendo conto, con la musica classica, oggi si suonano tantissime opere di compositori del passato ma questo non significa che non si continuano a produrre nuove opere di musica classica di altissimo valore. Ho l’impressione che stia succedendo un po’ questo per la musica moderna. Nel mondo ci sono eccezionali cover band delle grandi Rock Band anni ‘70/’80/’90, basta pensare agli inglesi Brit Floyd che vantano tour internazionali con tutto esaurito e così via Questo fa capire che c’è tanta voglia di questo genere musicale e ben vengano le nuove band o i nuovi cantautori che portano avanti questo genere, tra l’altro, in continua evoluzione e contaminazione. Sicuramente c’è in me una vena psichedelica in quello che scrivo, a volte nei testi spesso nella musica, mi è stato detto più volte.

Un lavoro ricco di origini personali più che artistiche o sbaglio?
Credo entrambe le cose. L’album esce dopo 3 cd in lingua inglese in un momento in cui i brani in italiano erano presumibilmente pronti dopo una lungo periodo di incubazione. Scrivendo in italiano ho trovato un’altra musicalità, una nuova e diversa fonte di ispirazione che non credevo di avere finchè non è nata – Tornerà – la mia prima vera canzone in Italiano. A differenza degli altri cd, in cui affronto parecchi temi sociali e non, in Tornerà c’è molto di me.
Ci sono gli anni vissuti a Roma, riflessioni su come vedo il cambiamento della società, ci sono amore e passione per una vita senza compromessi, c’è il duro lavoro che oggi è necessario fare per finzanziare non solo il proprio sostentamento ma anche per investire in ciò che si crede.

Ma trovo che sia anche un lavoro “largo e pacato” come fosse una risposta alla frenesia di oggi… che mi dici?
Non potevi trovare aggettivi più calzanti. Con Tornerà lancio un -massage in a bottle – come si faceva una volta. Spero siano canzoni senza tempo, perché parlano di sentimenti, di stati d’animo, emozioni e la musica è suonata dai classici strumenti del rock, la chitarra prima di tutto, linee di basso molto caratteristiche, pianoforte, un po’ di organo, batteria asciutta, e poca elettronica. Proprio il poco utilizzo di elettronica vuole far sì che l’album non venga immediatamente collocato in un periodo/contesto storico, ma sia subito pronto e fruibile all’ascolto da chi dovesse raccoglierlo per caso, un giorno, nell’immenso e meraviglioso mare musicale.

Parlaci di questo video di lancio… perché un linguaggio lo-fi nella produzione? Un modo di fare spesso usato soprattutto oggi…
Oggi più che mai c’è tanta voglia di esprimere le proprie potenzialità creative e meno voglia di delegare intere parti ad altre figure professionali, comunque indispensabili nella parte tecnica (mi riferisco al video) ma non necessariamente in quella creativa. È possibile scrivere un brano, produrlo e delegare totalmente il video ad un professionista, oppure è possibile pensare al video come parte integrante, quasi imprescindibile di una esperienza audio/visiva.
Qui torna la psichedelia.
Nel video Respiro ci sono ad esempio oggetti, occhi di personaggi su tele che ci guardano in determinati istanti del brano come a ricambiare il nostro sguardo indiscreto da uno spioncino che fluttua nella stanza, e ad esprimere sensazioni e stati d’animo molto intimi che scaturiscono dalla musica.

Comments

comments

A proposito dell'autore